Nel panorama delle minacce odierne, Defendnotrappresenta un sofisticato malware in grado di disattivare Microsoft Defender sfruttando esclusivamente meccanismi legittimi di Windows. A differenza di attacchi tradizionali, non richiede privilegi elevati, non modifica in modo permanente le chiavi di registro e non solleva alert immediati da parte dei software di difesa tradizionali o soluzioni EDR (Endpoint Detection and Response).
L’efficacia di Defendnot risiede nella sua capacità di interfacciarsi con le API e i meccanismi di sicurezza nativi del sistema operativo Windows, in particolare:
WMI (Windows Management Instrumentation)
COM (Component Object Model)
Windows Security Center (WSC)
2. Processi di esecuzione del Malware
2.1 Abuso del Windows Security Center (WSC)
Il comportamento principale del malware consiste nel simulare la presenza di un antivirus attivo tramite la registrazione fittizia nel WSC, inducendo Defender a disattivarsi automaticamente.
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❝ Windows Defender si disattiva se rileva la presenza di un altro antivirus “compatibile” registrato correttamente nel sistema. ❞
Questa simulazione viene ottenuta sfruttando interfacce COM, come IWSCProduct e IWSCProductList, e avvalendosi di script PowerShell o codice compilato (es. C++).
2.2 Uso di WMI e COM senza Elevazione di Privilegi
Defendnot non modifica GPO, non scrive nel registro e non uccide processi. Opera in modo stealth grazie a:
In molti contesti aziendali mal configurati, questi componenti possono essere invocati anche da utenti standard, rendendo il malware estremamente pericoloso in termini di lateral movement e persistence.
2.3 Iniezione e Persistenza
In alcuni casi, Defendnot può essere iniettato in processi fidati (es. taskmgr.exe) o configurato per l’esecuzione automatica tramite Task Scheduler o chiavi Run.
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3. Esempi Tecnici Pratici
ID
Tecnica
Descrizione
Obiettivo
Rischio
Privilegi Richiesti
3.1
WMI via PowerShell
Lettura stato antivirus da WSC
Osservazione stato
Basso
Nessuno
3.2
COM spoof C++
Simulazione AV via COM
Disattivazione Defender
Alto
Medio
3.3
Get-Cim Defender Status
Verifica stato Defender diretto
Rilevamento disattivazione
Basso
Nessuno
3.4
MOF Injection
Scrittura diretta in WMI
Persistenza/Bypass
Molto alto
Alto
3.5
Event WMI monitor
Intercetta modifiche AV in tempo reale
Rilevamento
Medio
Nessuno
3.6
Scheduled Tasks Check
Verifica task sospetti
Persistenza
Medio
Nessuno
3.7
MpPreference Dump
Stato delle protezioni di Defender
Diagnostica
Basso
Nessuno
3.8
DLL enum processo WSC
Controllo iniezioni DLL
Rilevamento AV fake o loader
Alto
Alto
3.9
Firma AV Binari
Verifica firma eseguibili registrati
Rilevamento spoof
Medio
Nessuno
3.1 Simulazione WMI via PowerShell
Questo codice è legittimo ma può essere esteso per registrare falsi antivirus con stato “attivo e aggiornato”, forzando così la disattivazione di Defender.
3.2 Spoofing avanzato in C++ (uso COM diretto)
Questa simulazione è sufficiente a ingannare Defender e farlo disattivare come da policy Microsoft.
3.3 Analisi dello Stato di Defender tramite WMI (PowerShell)
Questo script permette di interrogare direttamente lo stato di Microsoft Defender, utile per verificare se è stato disattivato in modo anomalo.
Utile per eseguire un controllo incrociato: se Defender risulta disattivato e non vi è alcun AV noto attivo, è probabile la presenza di spoofing o bypass.
3.4 Registrazione Fittizia di AV via WMI Spoof (WMI MOF Injection – Teorico)
Una tecnica usata in scenari più avanzati può includere MOF Injection per creare provider fittizi direttamente in WMI (esempio concettuale):
Compilato con:
Compilato con:
mofcomp.exe fakeav.mof
Questa tecnica è estremamente stealth e sfrutta la capacità di WMI di accettare nuovi provider persistenti. Va monitorata con attenzione.
3.5 Monitoraggio WMI Eventi in Tempo Reale (PowerShell + WQL)
Script che intercetta modifiche sospette al namespace SecurityCenter2:
Questo è particolarmente utile in ambienti aziendali: può essere lasciato in esecuzione su server o endpoint sensibili per tracciare cambiamenti in tempo reale.
3.6 Logging Persistente di AV Fittizi tramite Task Scheduler (PowerShell)
Esempio per identificare eventuali task che iniettano strumenti di bypass all’avvio:
Una semplice scansione dei task può rivelare meccanismi di persistenza non evidenti, soprattutto se il payload è un fake AV o un loader offuscato.
3.7 Ispezione della Configurazione Defender tramite MpPreference
Permette di individuare modifiche anomale o disabilitazioni silenziose:
Se DisableRealtimeMonitoring è attivo, Defender è stato disattivato. Anche UILockdown può indicare manipolazioni da malware avanzati.
3.8 Enumerazione e Verifica dei Moduli Caricati nel Processo WSC (C++)
Controllare che non vi siano DLL anomale caricate nel processo del Security Center:
Gli strumenti come Defendnot possono essere iniettati nel processo SecurityHealthService.exe. Il controllo dei moduli può rivelare DLL anomale.
3.9 Identificazione di AV Fake tramite Analisi della Firma del File
Esempio in PowerShell per analizzare i binari AV registrati:
Gli AV fake spesso non sono firmati o hanno certificati self-signed. Questo controllo può essere integrato in audit automatizzati.
4. Script di Monitoraggio e Rilevamento
Per monitorare al meglio eventuali anomalie, si può usare un modulo centralizzato da eseguire sull’host Windows per avere una visione d’insieme su:
Stato di Defender
Prodotti AV registrati
Anomalie nei nomi/firme
Task sospetti legati a fake AV
Si consiglia di schedulare l’esecuzione di questa dashboard su base oraria tramite Task Scheduler, salvando l’output in file di log o inviandolo via e-mail. È anche possibile integrarlo con SIEM (Splunk, Sentinel, etc.) via forwarding del log ed è estendibile con funzionalità di auto-remediation, ad esempio disinstallazione o terminazione di AV sospetti.
4.1 PowerShell: Rilevamento Anomalie in WSC
Questo script decodifica lo stato binario dei provider AV registrati e lancia un allarme se rileva anomalie (es. nomi generici, binari non firmati o assenti).
5. Strategie di Mitigazione e Difesa
Per contenere e prevenire gli effetti di malware come Defendnot, si raccomanda di adottare un approccio multilivello:
5.1. Monitoraggio WSC Periodico
Automatizzare il controllo su base oraria/giornaliera e inviare alert su SIEM o email.
5.2. Abilitare Tamper Protection
Blocca modifiche non autorizzate alla configurazione di Defender, comprese modifiche via WMI o PowerShell.
5.3. Applicare Policy di Lock-down
Utilizzare Group Policy per disabilitare l’opzione “Disattiva Microsoft Defender”:
Computer Configuration > Admin Templates > Microsoft Defender Antivirus > Turn off Defender = Disabled
Script non firmati che accedono a questi componenti
5.5. Rilevamento Comportamentale con EDR
EDR avanzati devono essere configurati per:
Rilevare registrazioni anomale di provider AV.
Intercettare iniezioni in processi trusted.
Rilevare uso anomalo delle API COM/WMI da script non firmati.
6. Conclusioni
L’analisi di Defendnot ci porta a riflettere su un aspetto sempre più attuale della cybersecurity: non servono necessariamente exploit sofisticati o malware rumorosi per compromettere un sistema. In questo caso, lo strumento agisce in silenzio, sfruttando le stesse regole e API che Windows mette a disposizione per la gestione dei software di sicurezza. E lo fa in modo così pulito da passare facilmente inosservato, anche agli occhi di molti EDR.
Quello che colpisce è la semplicità e l’eleganza dell’attacco: nessuna modifica al registro, nessun bisogno di privilegi elevati, nessuna firma malevola nel file. Solo una falsa comunicazione al Security Center, che crede di vedere un altro antivirus attivo – e quindi disattiva Defender come previsto dalla logica del sistema operativo.
È un promemoria importante: oggi non basta installare un antivirus per sentirsi protetti. Serve visibilità, monitoraggio continuo e una buona dose di diffidenza verso tutto ciò che sembra “normale”. Serve anche conoscere strumenti come Defendnot per capire come si muovono gli attaccanti moderni – spesso sfruttando ciò che il sistema permette, piuttosto che forzarlo.
In ottica difensiva, è fondamentale:
Rafforzare le impostazioni di sicurezza, ad esempio attivando Tamper Protection.
Monitorare regolarmente lo stato dei provider registrati nel Security Center.
Utilizzare strumenti che vadano oltre la semplice firma o il comportamento, e che osservino come cambiano i contesti e le configurazioni del sistema.
In definitiva, Defendnot non è solo un malware: è un campanello d’allarme. Dimostra che le minacce più efficaci non sempre arrivano con il “classico” malware, ma spesso passano dalla zona grigia tra funzionalità lecite e uso malevolo. Ed è lì che dobbiamo concentrare le nostre difese.
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Andrea Filippo Mongelli è un esperto di cybersecurity con consolidata esperienza in ambito istituzionale, bancario e difensivo. Specializzato in ethical hacking, ha condotto attività di penetration testing, simulazione di attacchi e valutazione delle vulnerabilità per enti governativi e infrastrutture critiche. Ha inoltre maturato una significativa esperienza in ambito incident response, gestendo e analizzando incidenti informatici complessi all’interno di Security Operations Center (SOC). È attivo nella formazione, partecipa a competizioni CTF e pubblica articoli su minacce informatiche emergenti per testate specialistiche e centri di intelligence.
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