
I XV Giochi Nazionali della Cina si sono aperti con uno spettacolo che ha unito sport e tecnologia. Tra i protagonisti, robot capaci di suonare antichi strumenti di bronzo, sistemi di intelligenza artificiale in grado di realizzare pergamene digitali e schermi ad altissima definizione che hanno catturato l’attenzione del pubblico.
Tra le innovazioni più applaudite c’è Walker S2, il robot umanoide di UBTECH, rappresentante della Greater Bay Area Guangdong-Hong Kong-Macao, che ha eseguito una performance su una campana di bronzo risalente a duemila anni fa. Il dispositivo, lanciato solo tre mesi fa, ha già ricevuto ordini per centinaia di milioni di unità.
Parallelamente ai Giochi, il quotidiano Ta Kung Pao ha inaugurato la serie di approfondimenti “Direct Hit on Shenzhen’s Intelligent Manufacturing”. Il progetto si concentra su tre settori principali dell’innovazione cinese: robotica, produzione intelligente e dispositivi elettronici avanzati. L’obiettivo è raccontare come Shenzhen stia sviluppando un ecosistema produttivo avanzato e perché la Greater Bay Area sia considerata un polo strategico nella nuova era della manifattura intelligente.
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Guardando indietro, quarantacinque anni fa, quando la Zona Economica Speciale di Shenzhen muoveva i primi passi, le fabbriche erano piene del rumore dei macchinari tradizionali. Oggi molte linee produttive operano quasi in silenzio, grazie all’introduzione di robot con sensori tattili di precisione millimetrica e movimenti sempre più simili a quelli umani.
Tra i più sorprendenti ci sono la mano robotica di Pacinia Labs, capace di distinguere tessuti diversi come seta, cotone o jacquard, il “Robot Eye” di RoboSense che prevede la traiettoria di piccoli oggetti in movimento, e l’umanoide CL-3 di Zhuji Dynamics, dotato di 31 gradi di libertà e capace di muoversi su scale e superfici irregolari.

Questi progressi stanno trasformando i robot, integrando percezione, decisioni e azioni in un ciclo unico. Non si tratta più di macchine che eseguono compiti rigidi, ma di sistemi capaci di adattarsi all’ambiente circostante e reagire in autonomia.
Nel laboratorio di RoboSense Technology, un braccio robotico dotato del sensore AC1 analizza in tempo reale forma, profondità e movimento di oggetti come palline e blocchi. Durante una dimostrazione, il robot ha previsto il rotolamento di una pallina e l’ha afferrata prima che toccasse terra. La stessa tecnologia è stata implementata sul robot Qinglong Pro, presentato alla World Artificial Intelligence Conference del 2025 in Cina, per migliorare capacità come la mappatura dello spazio e l’elusione degli ostacoli.
Anche Pacinia Sensing Technology ha mostrato i progressi nel tatto artificiale. La mano robotica, dotata di sensori multidimensionali, distingue differenti materiali sfiorandoli. Grazie agli algoritmi proprietari e a un database tattile ricco di informazioni, il robot riconosce cotone, seta, raso elasticizzato e tessuti jacquard. Secondo il Chief Operating Officer Nie Xiangru, questa tecnologia potrebbe in futuro essere utilizzata anche in robot chirurgici, per interventi di precisione in condizioni di visibilità limitata.
Zhuji Dynamics ha puntato sulla mobilità. Il robot umanoide CL-3, presentato a maggio, è dotato di 31 gradi di libertà su busto e arti. Grazie agli algoritmi di controllo del movimento dell’intero corpo, riesce a camminare, correre, saltare e affrontare scale con grande stabilità. Nei test effettuati nel settore automobilistico, il CL-3 ha completato compiti complessi come il serraggio con chiavi dinamometriche e il posizionamento di componenti con una precisione di ±0,1 millimetri.
Gli esperti ritengono che questo passo segni il passaggio dei robot umanoidi dai laboratori alle linee di produzione, aprendo una nuova fase di automazione flessibile.
Zhang Wei, fondatore di Zhuji Power, sottolinea che l’evoluzione dei robot umanoidi non riguarda più la sola imitazione delle funzioni umane: l’obiettivo è sviluppare una “intelligenza motoria” che permetta di collaborare in modo più efficace con gli operatori umani, sia in fabbrica sia nelle città intelligenti.
La crescita della robotica a Shenzhen è sostenuta dalla collaborazione tra università, centri di ricerca e industria. Nel sottodistretto di Bantian, nel distretto di Longgang, è in costruzione il primo “Body-Integrated Intelligent Robot Demonstration Block” della Cina. L’area integrerà teatri robotici, laboratori sperimentali e parchi industriali per accelerare il trasferimento delle tecnologie. Sempre nella stessa zona è stato inaugurato il primo “6S robot store” al mondo, una piattaforma pensata per avvicinare cittadini e aziende ai robot. Il direttore Lin Feng ha spiegato che il negozio è concepito per offrire prodotti, servizi e dimostrazioni dal vivo, colmando così “l’ultimo miglio” per la commercializzazione.
Il “Piano d’azione per lo sviluppo di alta qualità dell’industria robotica di Shenzhen”, pubblicato nel 2024, fissa l’obiettivo di creare entro il 2027 un centro di innovazione robotica di livello mondiale e di far crescere almeno cinque aziende con un fatturato superiore ai 10 miliardi di yuan. Attualmente, le imprese del settore sono oltre 1.500 e il valore complessivo dell’industria dovrebbe superare i 200 miliardi di yuan entro il 2025.
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