
Redazione RHC : 12 Giugno 2021 06:24
Siamo in un periodo di buone notizie sul comparto Italia e sembra che la nostra politica abbia compreso che occorre fare sul serio soprattutto in un mondo così tecnologicamente avanzato come quello digitale di oggi.
Ultimamente si leggono molte news relativamente al “cloud nazionale”, ovvero una infrastruttura nella quale dovrebbero confluire una serie di servizi della Pubblica Amministrazione (PA), con al loro interno i dati dei cittadini italiani e tutto questo dovrebbe divenire nel breve una realtà.
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Come già annunciato da Vittorio Colao, Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale del Governo Draghi, a Luglio dovrebbe partire la gara per la selezione dei gestore del cloud. Si tratta di una competizione per cui ci si aspetta la partecipazione di tutte le aziende italiane del settore.
“Dobbiamo andare verso il cloud con la creazione del Polo strategico nazionale“
così ha commentato il Ministro Colao in occasione del Festival Internazionale dell’Economia a Trento.
“Abbiamo il 93-95% dei server della Pubblica amministrazione non in condizioni di sicurezza. Qui nessuno è sicuro e non possiamo andare avanti così, abbiamo bisogno di cloud più sicuri perché i dati sensibili dei cittadini e quelli meno sensibili siano tenuti in sicurezza“
Si comprende da queste parole che la spinta è forte su questi argomenti.
Sembrerebbe proprio che il Ministro sia pronto a richiedere il supporto delle compagnie italiane di settore per la partecipazione al bando che sceglierà il gestore del cloud nazionale.
il ministro Colao aspetta dalle imprese un progetto da valutare e mettere a gara. In palio – ha scritto ieri Repubblica – la gestione del cloud strategico (il cosiddetto private cloud) per almeno 10 anni in cambio del fatto che i singoli enti non potranno spendere più di oggi avendo servizi migliori.
Tutto questo si riallaccia anche sul tema della cybersecurity che, come ha sottolineato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, rappresenta una priorità per tutti i Paesi dell’Alleanza atlantica.
“Vediamo minacce sempre più sofisticate e frequenti attacchi informatici contro gli alleati della Nato, compresi quelli di recente negli Stati Uniti”
ha avvertito nel corso della sua visita al Pentagono.
Molte sono le aziende del settore che ad oggi possono essere incluse tra quelle con i requisiti tecnici migliori per il bando di gara, come ad esempio Tim che ha dato vita a Noovle, alla quale ha conferito i suoi data center e ha stretto una partnership strategica con Google. Ma c’è anche Fincantieri, in alleanza con Amazon web services e anche con l’italiana Almaviva, e Leonardo (ex Finmeccanica) alleata con Microsoft.
Insomma, il sottobosco è molto “frizzante”, e sono anche in arrivo Fastweb e Oracle, dato il bottino è ghiotto messo in palio dal nostro governo.
Redazione
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