Cyber Italia: possiamo rimediare, DOBBIAMO rimediare, VOGLIAMO rimediare. Facciamolo ora!

Autore: Roberto Villani

Data Pubblicazione: 21/07/2021

E’ esplosa la crisi tra USA e Cina, ne avevamo già parlato in questo articolo ("Cybersecurity italia: agire prima che sia troppo tardi." 20 aprile 2021), dove sollecitavamo anche una certa urgenza nell'ammodernamento delle nostre strutture cyber.


La politica ha accelerato riguardo la costituzione della nostra struttura di sicurezza Cyber e le parole del sottosegretario Gabrielli - cui rinnoviamo l’invito per un’intervista - hanno dato la spinta necessaria per la realizzazione di questa nuova componente essenziale del nostro comparto di sicurezza.



In realtà anche se esclusivamente di carattere militare, strutture simili già sono esistenti, ma abbiamo bisogno di una coesione più forte con il mondo civile, perché la cyber security non può essere esclusivamente militare, vuoi per logiche democratiche che uno Stato di Diritto come l’Italia deve possedere, vuoi per non favorire attacchi esterni come avvenuto con il recente caso dell’ufficiale di Marina, che speriamo non sia come i media hanno descritto.

Dobbiamo fare in modo però che la politica sappia bene di cosa stiamo parlando

spesso la materia e riservata agli esperti ed i decisori politici non sono tutti esperti, quindi ogni relazione che gli viene presentata, potrebbe non attirare il giusto interesse o peggio non interessare proprio, oppure non essere letta da chi del tecnico ha fatto la sua carriera, per poter consigliare i politici.



Questo è assolutamente da evitare, bisogna “scolarizzare” tutte le componenti politiche che affronteranno nelle sedi istituzionali il discorso della cybersecurity ad avere un approccio più approfondito della materia, perché ne va della nostra stessa esistenza nei prossimi anni.