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Dalle buste paga ai colloqui: l’intelligenza artificiale mette nel mirino le risorse umane

27 Maggio 2026 07:17
In sintesi

L’intelligenza artificiale nelle risorse umane sta passando dalla sperimentazione all’operatività concreta. Aziende e piattaforme stanno automatizzando buste paga, selezione candidati, onboarding e valutazioni interne, riducendo migliaia di ore di lavoro amministrativo. Le dichiarazioni del CEO di Standard Chartered hanno riacceso il dibattito sul possibile impatto occupazionale.

L’intelligenza artificiale sta raggiungendo anche i dipartimenti delle risorse umane, e non stiamo parlando di un futuro lontano, ma di compiti concreti che le aziende esternalizzano agli esseri umani da anni. Calcolo delle buste paga, selezione dei candidati, colloqui iniziali, monitoraggio delle prestazioni e onboarding vengono sempre più spesso affidati ad agenti software, e con ciò aumenta il rischio di licenziamenti nei team delle risorse umane.

L’ultima polemica è stata scatenata dalle dichiarazioni del CEO di Standard Chartered, Bill Winters. La banca si sta preparando a tagliare migliaia di posti di lavoro e prevede di sostituire alcune funzioni di back-office con agenti basati sull’intelligenza artificiale.

Winters non ha specificato quali dipartimenti sarebbero stati maggiormente interessati, ma le funzioni di back-office includono in genere i dipartimenti delle risorse umane. In seguito alle critiche, il CEO è stato costretto a scusarsi per la sua affermazione sulla sostituzione dei dipendenti impegnati in lavori a basso valore aggiunto, ma la tendenza in sé non è scomparsa.

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Il mercato è già saturo di servizi che sollevano le risorse umane dalle attività di routine.

Deel e HiBob offrono strumenti basati sull’intelligenza artificiale per la gestione delle buste paga, le assunzioni, la valutazione dei dipendenti e i colloqui di lavoro. Il CEO di Deel, Alex Bouaziz, afferma che gli strumenti proprietari e gli agenti di intelligenza artificiale dell’azienda hanno automatizzato oltre 90.000 ore di lavoro amministrativo operativo in un solo mese.

Bouaziz non crede che i dipartimenti delle risorse umane scompariranno del tutto. Stima che i responsabili delle risorse umane gestiranno gli agenti digitali quasi come gestiscono attualmente i dipendenti: assegnando compiti, monitorando i risultati e assicurandosi che gli obiettivi vengano raggiunti. Gli esseri umani si occuperanno delle decisioni che richiedono esperienza, empatia e capacità di gestire situazioni delicate.

Suze Cook, CEO dell’agenzia di reclutamento Ruby Magpie, vede anche un rischio diretto per l’organico dei dipartimenti aziendali.

Secondo lei, l’intelligenza artificiale può già eliminare ampie aree di lavoro, tra cui la selezione iniziale dei candidati, la pianificazione dei colloqui, l’inserimento dei nuovi assunti e alcuni aspetti della valutazione delle prestazioni.

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In Gran Bretagna, il settore delle risorse umane ha superato i 500.000 dipendenti. Da tempo i critici accusano i dipartimenti delle risorse umane di aver trasformato la funzione amministrativa in un enorme apparato aziendale, con la pretesa di gestire la cultura e gli obiettivi interni.

Ora, l’automazione sarà in grado di determinare quali parti di questo lavoro richiedono effettivamente risorse umane e quali sono invece basate sulla prassi aziendale di espandere il proprio organico.


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Silvia Felici 300x300
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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