
Il CEO di NVIDIA, Jen-Hsun Huang, oggi supervisiona direttamente 36 collaboratori suddivisi in sette aree chiave: strategia, hardware, software, intelligenza artificiale, pubbliche relazioni, networking e assistenti esecutivi. Un cambiamento notevole rispetto ai 55 diretti riportati nel marzo 2024.
Nove dirigenti operano nel settore hardware, sette nell’intelligenza artificiale e tecnologie avanzate, e tre nelle pubbliche relazioni. Tra i principali nomi figurano Jonah Alben (Senior Vice President of GPU Engineering), Dwight Diercks (Executive Vice President of Software), Bill Dally (Chief Scientist) e Xinzhou Wu (Vice President Automotive).
Nel frattempo, il numero totale dei dipendenti NVIDIA è cresciuto del 21,6% in un solo anno, toccando quota 36.000. Un’espansione che segna la possibile transizione da un modello organizzativo orizzontale a una struttura più verticale.

Nonostante l’ascesa dell’intelligenza artificiale, Huang continua a concentrare l’attenzione sull’hardware, pilastro storico dell’azienda. Le divisioni che rispondono direttamente al CEO includono GPU, telecomunicazioni e sistemi DGX. Parallelamente, le tecnologie emergenti — tra cui AI, embodied intelligence e guida autonoma — stanno diventando il secondo pilastro strategico di NVIDIA.
A guidare questo settore è Xinzhou Wu, ex dirigente di Qualcomm e XPeng Motors, oggi al vertice della divisione Automotive. Sotto la sua direzione, i ricavi del comparto automobilistico NVIDIA sono quasi raddoppiati, passando da 281 a 567 milioni di dollari tra gli esercizi 2024 e 2025.
Gestire un numero così ampio di collaboratori diretti non è comune tra i CEO del settore tecnologico. Elon Musk, ad esempio, conta 19 diretti in Tesla e solo cinque nella startup xAI. Tuttavia, Huang ha sempre sostenuto un modello orizzontale, basato sulla trasparenza e sul flusso rapido delle informazioni.
Il manager riceve ogni settimana migliaia di e-mail dai dipendenti — circa 20.000 — e risponde personalmente a molte di esse. Questa comunicazione diretta, che evita riunioni individuali, ha permesso a Huang di mantenere una visione precisa dei progetti e del mercato.
Tuttavia, con l’espansione dell’organico, questa struttura si è dimostrata sempre più complessa da mantenere. Il numero di diretti riporti è quindi sceso da 55 a 36, un segnale di progressiva verticalizzazione dell’organizzazione.
Nel 2024 NVIDIA ha registrato un utile netto di 29,5 miliardi di dollari, con un incremento annuo del 600%. Nei primi tre mesi del 2025, il profitto ha già toccato 14,8 miliardi, in aumento del 628% rispetto all’anno precedente.
Questa crescita senza precedenti ha comportato anche un’espansione della forza lavoro, la più ampia degli ultimi 16 anni. Ma un’organizzazione di tali dimensioni richiede un equilibrio tra velocità decisionale e gestione del flusso informativo.
Jensen Huang è noto per il suo stile di leadership rigoroso. Niente palestre, sale relax o spazi ricreativi negli uffici NVIDIA: tutto è orientato all’efficienza. Le lunghe ore di lavoro e le scadenze continue sono considerate parte integrante della cultura aziendale.
Nonostante il suo carattere esigente, Huang è conosciuto per la fedeltà verso i dipendenti: raramente licenzia. Anche di fronte a gravi errori tecnici — come nel 2009, quando un difetto di progettazione costò 200 milioni di dollari — preferì riassegnare il personale piuttosto che allontanarlo.
Come ha affermato un dirigente di NVIDIA: “Potrebbe rimproverarti, urlarti contro o addirittura insultarti, ma non ti licenzierà mai”. Anche quando il contesto aziendale è sfavorevole e un reparto deve essere chiuso, “farà del suo meglio per riassegnare i dipendenti ad altre posizioni che ne hanno bisogno”.
La sua filosofia è riassunta in una frase spesso citata all’interno dell’azienda: “Il secondo posto è solo il primo dei perdenti.”
Con questa mentalità, Huang ha trasformato NVIDIA da produttore di schede grafiche in una potenza mondiale dell’intelligenza artificiale e del calcolo avanzato.
Negli ultimi anni NVIDIA non si è limitata a dominare il mercato delle GPU, ma ha progressivamente conquistato un ruolo centrale anche nel campo del calcolo scientifico e dei supercomputer. I suoi processori alimentano oggi i sistemi più avanzati al mondo, utilizzati per la simulazione climatica, la modellazione molecolare e la ricerca sull’energia pulita. Questa espansione ha trasformato la società in un’infrastruttura essenziale della ricerca e dell’innovazione globale.
Con l’introduzione dell’architettura Blackwell, annunciata nel 2025, NVIDIA ha fatto un ulteriore salto generazionale. I nuovi chip, progettati per combinare intelligenza artificiale e calcolo classico, promettono prestazioni mai viste con una drastica riduzione dei consumi energetici. L’azienda ha già annunciato partnership con università e centri di ricerca per integrare Blackwell nei supercomputer di nuova generazione.
Questa strategia mira a rafforzare il predominio di NVIDIA nel segmento dei data center, dove oggi l’azienda controlla oltre l’80 % del mercato delle GPU per l’AI. La capacità di unire potenza computazionale e sostenibilità energetica sarà la chiave del suo vantaggio competitivo nel decennio a venire.
Dietro ai successi tecnologici di NVIDIA si nasconde una cultura organizzativa unica, forgiata dal carisma e dalla disciplina di Jensen Huang. L’azienda si distingue per un approccio radicalmente meritocratico, dove la velocità di esecuzione e l’attenzione al dettaglio contano più delle gerarchie. Non esistono uffici lussuosi o benefit superflui: tutto è orientato all’eccellenza e all’innovazione.
Il motto interno, “No excuses, just results”, riassume la filosofia di Huang. Ogni progetto è trattato come una missione critica e ogni errore come un’occasione di miglioramento. Questa mentalità ha permesso all’azienda di superare momenti difficili, come il crollo del mercato delle criptovalute o le sfide geopolitiche legate all’export dei chip verso la Cina.
Allo stesso tempo, NVIDIA mantiene un legame di lealtà con i suoi collaboratori storici: molti dei top manager lavorano al fianco di Huang da oltre vent’anni. In un settore in cui il turnover è elevato, questa continuità interna è considerata una delle chiavi del suo successo duraturo.
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