
Disney investirà 1 miliardo di dollari in OpenAI e concederà ufficialmente in licenza i suoi personaggi per l’utilizzo nel suo generatore video Sora. L’accordo arriva nel bel mezzo di un acceso dibattito a Hollywood su come il rapido progresso dell’intelligenza artificiale stia cambiando l’industria dell’intrattenimento e incidendo sui diritti dei creatori di contenuti.
In base all’accordo di licenza triennale, gli utenti di Sora potranno creare brevi video per i social media con oltre 200 personaggi degli universi Disney, Marvel, Pixar e Star Wars. Tuttavia, i termini dell’accordo stabiliscono specifiche restrizioni: le immagini e le voci degli attori associati a questi franchise non saranno utilizzate.
Si tratta del passo più significativo di OpenAI verso Hollywood dopo il controverso lancio di Sora e una serie di lamentele sul suo strumento di video generativo. Il servizio si è già trovato al centro di polemiche per possibili violazioni del copyright e per la comparsa di video con personaggi famosi in immagini provocatorie e offensive.
Le immagini razziste di Martin Luther King Jr. e l’uso di Malcolm X, che sua figlia ha definito doloroso e irrispettoso, hanno suscitato particolare polemica, spingendo l’azienda a iniziare a limitare più severamente tali richieste.
Anche la Disney stessa protegge attivamente la propria proprietà intellettuale dall’uso incontrollato nei servizi generativi. In autunno, l’azienda ha presentato una severa richiesta di risarcimento contro Character.AI, accusandola di violazione del copyright a causa di chatbot basati sui personaggi Disney.
Successivamente, secondo pubblicazioni di settore, gli avvocati della Disney hanno chiesto a Google di cessare di utilizzare i personaggi dello studio nei suoi sistemi di intelligenza artificiale. Il nuovo contratto con OpenAI mira a rendere lo sviluppo dei personaggi una questione contrattuale e gestibile.
Bob Iger, CEO di Disney, ha presentato la collaborazione come un modo per combinare le storie riconoscibili dell’azienda con le capacità dell’intelligenza artificiale generativa e ampliare i formati narrativi, preservando al contempo la protezione dei creatori e delle loro opere. Sam Altman, CEO di OpenAI, da parte sua, ha promosso l’accordo come un esempio di come le aziende tecnologiche e l’industria dell’intrattenimento possano costruire una partnership più responsabile, che bilanci l’innovazione con il rispetto del lavoro creativo e delle leggi sul copyright.
Disney non si limiterà a concedere in licenza i personaggi di Sora e diventerà un importante cliente di OpenAI. L’azienda prevede di utilizzare le API di OpenAI per creare nuovi prodotti digitali e strumenti interni, nonché di distribuire ChatGPT ai dipendenti. Una sezione separata di video generati dagli utenti creati in Sora apparirà nel catalogo del servizio Disney+, rafforzando l’integrazione dei video generativi nell’ecosistema della holding multimediale.
L’accordo dimostra come un importante studio e uno sviluppatore di intelligenza artificiale stiano cercando di stabilire nuove regole del gioco in un momento in cui sceneggiatori, attori, artisti degli effetti visivi e altri operatori del mercato protestano contro la sostituzione del lavoro umano con algoritmi e l’uso del loro aspetto e delle loro sembianze senza consenso.
In questo contesto, l’accordo tra Disney e OpenAI sta diventando un banco di prova per verificare se sia possibile conciliare i vantaggi commerciali dell’intelligenza artificiale con reali garanzie per i creatori di contenuti.
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