RHC4Edu è ufficialmente partito: il progetto gratuito di Red Hot Cyber porta nelle scuole italiane professionisti della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale. Gli insegnanti possono richiedere un incontro tramite la redazione, verificando prima sulla mappa il raggio di copertura degli esperti disponibili.
Da oggi RHC4Edu è ufficialmente operativo.
Il progetto educativo gratuito di Red Hot Cyber, nato per portare nelle scuole italiane la cultura della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale, entra ufficialmente nella sua fase concreta: gli insegnanti e gli istituti scolastici interessati possono inviare la propria richiesta e prendere contatto con la redazione di Red Hot Cyber per organizzare un workshop nella propria scuola.
È un momento importante per tutta la community RHC.
Advertising
RHC4Edu rappresenta infatti qualcosa che va oltre un semplice progetto formativo. È il risultato della volontà di professionisti, ricercatori, esperti di cybersecurity e specialisti dell’intelligenza artificiale che hanno deciso di mettere a disposizione una parte del proprio tempo, delle proprie competenze e della propria esperienza per parlare direttamente alle nuove generazioni.
L’obiettivo è semplice: portare la conoscenza fuori dagli ambienti tecnici e farla arrivare nelle aule scolastiche.
Mappa di copertura dell’Italia da parte dei professionisti della community di Red Hot Cyber
Da oggi gli insegnanti possono fare richiesta
Gli insegnanti interessati a organizzare un incontro, un workshop o un momento di approfondimento per i propri studenti possono da oggi accedere al modulo dedicato e prendere accordi con la redazione di Red Hot Cyber.
Sarà proprio la redazione a svolgere il ruolo di raccordo tra la scuola e i professionisti che partecipano all’iniziativa. Una volta ricevuta la richiesta, Red Hot Cyber valuterà le esigenze dell’istituto, l’area geografica e le disponibilità dei professionisti presenti sul territorio, cercando di individuare la persona più adatta per organizzare l’incontro.
Advertising
Nelle scuole potranno quindi arrivare professionisti pronti a parlare, in base all’età degli studenti e al contesto scolastico, di temi come cybersecurity, intelligenza artificiale, sicurezza online, truffe digitali, privacy, social network, cyberbullismo, fake news e professioni del futuro. L’obiettivo non è trasformare gli studenti in informatici o hacker in una mattina.
L’obiettivo è molto più importante: stimolare curiosità, consapevolezza e pensiero critico in un mondo che è ormai profondamente digitale.
Massimiliano Brolli, fondatore di Red Hot Cyber ha detto: “È davvero molto bello vedere quanti membri della nostra community abbiano deciso di mettersi a disposizione per regalare il proprio sapere ai più piccoli. Professionisti che, senza chiedere nulla in cambio, scelgono di dedicare tempo, esperienza e competenze alle nuove generazioni. Credo che questo sia uno degli aspetti più autentici e preziosi di Red Hot Cyber. Il Manifesto di Red Hot Cyber, creato dai fondatori della community, continua ancora oggi a ispirarci e a ricordarci perché siamo quì: condividere la conoscenza, far crescere le persone e credere che il sapere abbia un valore ancora più grande quando viene messo a disposizione degli altri. Soprattutto ai più piccoli. RHC4Edu rappresenta esattamente questo spirito. Non stiamo semplicemente andando nelle scuole a parlare di cybersecurity o intelligenza artificiale: stiamo cercando di lasciare qualcosa alle persone che domani costruiranno il nostro Paese. “
Attenzione alla mappa: verificate prima il raggio di copertura
C’è però un aspetto molto importante che tutti gli insegnanti devono considerare prima di inviare la richiesta. I professionisti che hanno aderito a RHC4Edu sono distribuiti in diverse aree del territorio nazionale e, per questo motivo, non tutti possono raggiungere qualsiasi scuola in presenza.
Per capire se la propria scuola rientra nel raggio di copertura di uno degli esperti disponibili, è quindi fondamentale consultare la mappa dei professionisti aderenti al progetto. La mappa permette di verificare le aree geografiche coperte e di comprendere quali professionisti possono essere coinvolti in base alla posizione dell’istituto scolastico.
Luca Vinciguerra, coordinatore di RHC4Edu ha detto che “Regalare il proprio sapere ai più giovani è uno dei modi più concreti che abbiamo per contribuire a rendere l’Italia un posto migliore. La conoscenza non diminuisce quando viene condivisa: al contrario, cresce, si moltiplica e può continuare a vivere attraverso le persone che la ricevono. Oggi siamo davanti a una trasformazione straordinaria. L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui studiamo, lavoriamo, comunichiamo e prendiamo decisioni. Ma proprio per questo non possiamo limitarci a insegnare ai ragazzi come utilizzare una tecnologia. Dobbiamo aiutarli a comprenderla, a metterla in discussione e a utilizzarla senza perdere ciò che ci rende umani: il pensiero critico, la creatività, l’empatia e la capacità di scegliere.”
Prima di inviare una richiesta, invitiamo quindi tutti gli insegnanti a controllare attentamente la mappa e il raggio di copertura indicato dai professionisti presenti. Questo permetterà alla redazione di gestire le richieste in modo più efficace e di facilitare l’incontro tra le scuole e gli esperti disponibili sul territorio.
RHC4Edu è uno dei progetti che rappresentano maggiormente lo spirito della community di Red Hot Cyber. Da sempre Red Hot Cyber crede nella condivisione delle conoscenze e nella necessità di rendere la cybersecurity e le nuove tecnologie comprensibili anche a chi non lavora quotidianamente nel settore. La sicurezza informatica non riguarda più soltanto aziende, esperti e grandi organizzazioni.
Riguarda tutti.
Riguarda i ragazzi che utilizzano ogni giorno smartphone e social network. Riguarda la loro identità digitale, le informazioni che condividono online, le truffe che possono incontrare, il cyberbullismo e, sempre di più, il modo in cui utilizzeranno gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Proprio per questo motivo, la scuola può diventare uno dei luoghi più importanti nei quali costruire una nuova cultura digitale.
E la community di Red Hot Cyber ha deciso di fare la propria parte. I professionisti che partecipano a RHC4Edu (Luca Vinciguerra, Silvia Felici, Ada Spinelli, Alberto Dietze, Dario Fadda, Massimiliano Brolli, Luca Errico, Luca Stivali, Emanuele De Lucia, Cristiano Giannini, Marilena Viotto, Paloma Donadi, Pietro Melillo, Agostino Pellegrino, Antonio Piovesan, Emanuele Buchicchio, Manuel Roccon, Marcello Filacchioni, Massimo Chirivì, Matteo Greatti, Raffaela Crisci, Simone D’Agostino, Stefano Gazzella, Rolan Kapidani, Valentina Fiorenza), mettono gratuitamente a disposizione la loro esperienza per incontrare studenti e insegnanti, raccontare il proprio lavoro e condividere conoscenze maturate nel mondo reale.
Per molti ragazzi potrebbe essere anche la prima occasione per confrontarsi direttamente con un professionista che lavora nel settore della cybersecurity o dell’intelligenza artificiale. Un incontro che, magari, potrebbe accendere una curiosità. E quella curiosità potrebbe trasformarsi domani in una passione, in un percorso di studi o persino in una professione.
Vogliamo sottolineare un aspetto fondamentale dell’iniziativa. RHC4Edu è un progetto totalmente gratuito. Le scuole che aderiranno non dovranno pagare nulla per richiedere e organizzare gli incontri previsti dal progetto. Non ci sono quote di iscrizione, costi di partecipazione o compensi da riconoscere per l’attività svolta nell’ambito dell’iniziativa.
I professionisti che partecipano al progetto hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per contribuire alla crescita della cultura digitale delle nuove generazioni. È un gesto concreto da parte della community. Un modo per restituire qualcosa al territorio e investire, attraverso la conoscenza, nelle persone che costruiranno il futuro del nostro Paese.
Cybersecurity e AI non sono più argomenti per pochi
Viviamo in un periodo in cui la tecnologia sta cambiando rapidamente la società. L’intelligenza artificiale è entrata nelle scuole, nel lavoro e nella vita quotidiana. Allo stesso tempo, le minacce informatiche, le frodi online e i rischi legati alla gestione della propria identità digitale continuano a crescere. In questo scenario, conoscere la tecnologia significa anche imparare a utilizzarla in modo consapevole.
RHC4Edu nasce proprio con questa idea. Non fare lezioni esclusivamente tecniche, ma aiutare gli studenti a comprendere il mondo digitale nel quale vivono. Capire come proteggersi online. Riconoscere una possibile truffa. Comprendere cosa può fare davvero l’intelligenza artificiale. Imparare a distinguere le informazioni affidabili da quelle false. Conoscere i rischi, ma anche le enormi opportunità offerte dalla tecnologia.
Dopo la fase di preparazione e l’adesione dei professionisti della community, da oggi RHC4Edu è ufficialmente partito. Le scuole interessate possono iniziare a prendere contatto con Red Hot Cyber per organizzare gli incontri e verificare la disponibilità degli esperti. La redazione farà da tramite tra gli istituti e i professionisti aderenti, cercando di costruire incontri utili, interessanti e adatti alle esigenze degli studenti. Per Red Hot Cyber questo rappresenta un momento particolarmente significativo.
Una community di professionisti che normalmente si incontra per discutere di minacce informatiche, vulnerabilità, tecnologia e innovazione ha deciso di rivolgere una parte delle proprie energie verso chi rappresenta il futuro. I più giovani. Perché parlare oggi di cybersecurity e intelligenza artificiale nelle scuole significa contribuire a costruire cittadini più consapevoli domani.
E perché, forse, tra gli studenti che incontreremo nelle aule ci sarà il prossimo ricercatore, il prossimo esperto di cybersecurity, il prossimo ingegnere dell’intelligenza artificiale o semplicemente una persona più preparata a vivere in modo sicuro e consapevole nel mondo digitale.
Prima di inviare la richiesta, ricordiamo a tutti gli insegnanti di consultare attentamente la mappa dei professionisti aderenti e il relativo raggio di copertura, così da verificare la disponibilità di un esperto nella propria area geografica.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza:Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.