Con una mail inviata alla redazione di RHC, gli hacker del gruppo ADHD anticipa l’attacco il 12/09/2023 alle 22:25 riportando che la falla di sicurezza rilevata sulle infrastrutture IT era all’interno di una form di upload del sito:“siamo partiti da un file upload presso il form di gestione ritiri, e sfruttando una serie di missconfiguration delle policy e dei lateral movement abbiamo avuto accesso all’intero database aziendale riguardante ritiri e spedizioni”.
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Inoltre gli hactivisti riportano anche che l’attacco informatico “e’ stato portato avanti da circa metà estate, fino a qualche giorno fa“.
La mail inviata da ADHD alla casella di posta della redazione di RHC
All’interno della mail – e nel successivo post su twitter – il gruppo di hacktivisti riporta anche l’ammontare dei dati esfiltrati dalle infrastrutture dell’azienda ammontano a circa 1.000.000 di occorrenze. Viene riportato che un samples di queste occorrenze – 43.000 per la precisione – verranno caricati nella piattaforma AnonFiles.
“Negli screenshot troverete le print screen che pubblicheremo su Anon file, ossia quello con soli 43.000 utenti, ma se la cosa dovesse riscuoterela giusta attenzione mediatica, e se sda non dovesse ammettere il databreach, siamo pronti a pubblicare tutto il materiale in nostro possesso, e sono certo che più di 1.000.000 di Italiani non ne sarebbero felici“.
Alla fine della mail viene riportato un messaggio che a quanto pare il gruppo vuole diffondere che riporta quanto segue: “Il messaggio che vogliamo lanciare essenzialmente è che bisogna smettere di prendere persone, soprattutto nell’ACN senza esperienza, basandosi solo sul voto di laurea, o sulle capacità di affrontare qualche ctf. Siamo giovani, avremo potuto intraprendere anche noi quel genere di percorso, ma se le cose in Italia nel mondo della cyber non funzionano un motivo c’è, e chi continua a sfruttare questo genere di meccaniche sbagliate per fare carriera è a sua volta parte del problema”.
Parte della mail dove viene riportato il messaggio riportato in precedenza.
I samples diffusi dell’attacco
All’interno del Tweet diffuso su Twitter, viene riportato un link dove è possibile scaricare un samples dei dati. Si tratta di 100.000 occorrenze dove vengono riportate informazioni relative a nomi e cognomi, indirizzi e telefono di persone italiane, anche se il campo email è quasi sempre non completo.
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Al momento non sappiamo con precisione se si tratta realmente di dati fuoriusciti dalle infrastrutture IT di SDA. Sicuramente è necessaria una pronta verifica da parte dell’azienda per poter comprendere il reale impatto dell’attività malevola svolta sui sistemi dell’organizzazione.
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda che saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
Scopriamo il significato di ADHD
ADHD è l’acronimo di “Attention Deficit Hyperactivity Disorder,” che in italiano si traduce come “Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività.” Si tratta di un disturbo neurocomportamentale che colpisce sia i bambini che gli adulti e si caratterizza principalmente per difficoltà nell’attenzione, iperattività e impulsività.
Le persone con ADHD possono avere difficoltà a concentrarsi su compiti specifici, mantenere l’attenzione su attività prolungate e organizzare il proprio lavoro. Possono anche essere più impulsivi e tendere a comportamenti impulsivi senza pensarci due volte.
Il disturbo può influenzare significativamente la vita quotidiana, l’apprendimento, le relazioni interpersonali e la produttività lavorativa. È importante notare che l’ADHD può variare notevolmente da persona a persona, con differenti livelli di gravità e sintomi.
Il trattamento dell’ADHD può coinvolgere diverse opzioni, tra cui terapia comportamentale, supporto educativo, terapia farmacologica e altre strategie di gestione dei sintomi. Il trattamento appropriato dipenderà dalle specifiche esigenze e circostanze di ciascun individuo.
l’acronimo “ADHD” potrebbe essere stato scelto dal gruppo di hacktivisti per mostrare una possibile mancanza di attenzione e cura da parte degli Addetti IT italiani nel garantire una solida postura di sicurezza informatica. Questo rende le infrastrutture vulnerabili e costantemente esposte alla criminalità informatica.
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Esperta di Cyber Threat intelligence e di cybersecurity awareness, blogger per passione e ricercatrice di sicurezza informatica. Crede che si possa combattere il cybercrime solo conoscendo le minacce informatiche attraverso una costante attività di "lesson learned" e di divulgazione. Analista di punta per quello che concerne gli incidenti di sicurezza informatica del comparto Italia.
Aree di competenza:Cyber threat Intelligence, Incident Response, sicurezza nazionale, divulgazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.