Green-Pass: facciamo chiarezza sulla privacy, senza generare terrore.


Con l'avvento dell'estate, per agevolare i viaggi e le vacanze, è stato creato il green-pass, ovvero quella certificazione che attesta l’avvenuta vaccinazione, la guarigione o la negatività a un test per il Covid-19.


In questo articolo esploreremo cosa è il green pass e un QR Code, ma soprattutto i dati presenti all'interno di questo codice, viste le tante notizie in giro che riportano problematiche di privacy online.



il Green pass

Si tratta di un QR code, ovvero un codice che qualora acquisito, consentirà si spostarsi in auto (ma non solo) tra regioni o in zone arancioni o rosse senza restrizioni e senza doversi portare dietro l’ormai onnipresente autocertificazione che certifichi che lo spostamento avviene per motivi di lavoro, salute o emergenza.


La certificazione è compilata dalla struttura sanitaria presso cui è stato effettuato il vaccino e andrà ad aggiungersi alla scheda sanitaria elettronica dell’interessato. Viene però rilasciato soltanto dopo la seconda dose, ossia il richiamo, oppure dopo la prima nel caso del vaccino di Johnson&Johnson e ha una validità di 6 mesi.


Infine, il ministro della Sanità italiano Roberto Speranza ha annunciato in un post su Facebook che l'Italia consentirà l'ingresso da Stati Uniti, Canada e Giappone alle stesse condizioni del programma "green verde" dell'UE a partire dal 21 giugno.



L'uso è semplice, all'inizio di un evento o quando viene richiesto dalle istituzioni, occorrerà presentarlo, in modo da avere appunto il "pass" per l'ingresso che certifica che la persona è in uno stato corretto di salute. Ovviamente verrà verificato che i dati della persona (nome, cognome e data di nascita), corrispondano a quanto contenuto nel gree-pass.