IBM Simon: Il primo smartphone della storia.
Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cerca
Enterprise BusinessLog 970x120 1
TM RedHotCyber 320x100 042514
IBM Simon: Il primo smartphone della storia.

IBM Simon: Il primo smartphone della storia.

Redazione RHC : 3 Settembre 2021 11:14

“Finché il telefono fu legato al filo, l’uomo rimase libero”

racconta un Meme di Red Hot Cyber. Ma quando abbiamo iniziato a portare sui telefoni tutto, dalle foto, ai messaggi, ad internet e ai social network, le cose sono andate molto, ma molto peggio.


Christmas Sale

Christmas Sale -40%
𝗖𝗵𝗿𝗶𝘀𝘁𝗺𝗮𝘀 𝗦𝗮𝗹𝗲! Sconto del 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 del Corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence" in modalità E-Learning sulla nostra Academy!🚀 Fino al 𝟯𝟭 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, prezzi pazzi alla Red Hot Cyber Academy. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮.
Per beneficiare della promo sconto Christmas Sale, scrivici ad [email protected] o contattaci su Whatsapp al numero di telefono: 379 163 8765.


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Oggi, ogni nostro smartphone è una miniera preziosa di informazioni e questo lo sappiamo

Ma in questo articolo, non esamineremo gli smartphone dal punto di vista della sicurezza informatica. Oggi vi racconteremo la storia del primo smartphone di sempre: l’IBM The Simon.

Il primo smartphone della storia

L’IBM Simon (prodotto dalla Mitsubishi electronics, nome in codice Angler) è stato il primo Personal Communicator, presentato alla COMDEX, la tecnologica fiera di Las Vegas il 23 novembre 1992.

Venne messo in vendita al pubblico il 16 agosto 1994 e ha combinato la tecnologia dei telefoni cellulari di quello storico periodo, con un’ampia gamma di nuove funzionalità software aggiuntive.

Ma quando uscì, il Simon non si chiamava smartphone, anche se aveva moltissime delle funzionalità che conosciamo oggi presenti al suo interno.

Oggi nemmeno ci facciamo più caso a questo, in quanto nel cellulare per tutti è sinonimo di internet, email, social network, ma all’epoca non era proprio così.

Aveva un peso di 500 g (1,1 libbre), e questo non lo faceva un utensile molto leggero ed infatti non era propriamente un telefono “tascabile”, anche se il suo design era in anticipo per i tempi di quando venne commercializzato.

Era infatti un blocco grigio, e aveva una stilo tutto suo munito di uno schermo LCD verde, di dimensioni simili a quelle dell’iPhone 4.

Specifiche tecniche

The Siomon, era dotato di un display a cristalli liquidi (LCD) e aveva il supporto per PC Card.

Il suo hardware interno era composto da un Vadem VG230 ( CMOS ) system-on-a-chip (SoC) della NEC, memora ad accesso casuale (RAM) di un mega byte della Sony e Hitachi, memoria flash (floating gate MOS) della Intel e Hitachi e chip modem Cirrus Logic.

Ogni Simon è stato fornito con una dock station di base, una batteria al nichel-cadmio e una copertura di cuoio protettiva. Opzionale era una scheda cerca-persone PCMCIA progettata da Motorola, un cavo adattatore RS232 per l’uso con PC-Link per accedere ai file da un personal computer e un cavo adattatore RJ11 per consentire chiamate vocali e dati.

L’adattatore RJ11 ha aiutato gli utenti a ridurre le costose bollette del telefono cellulare o a effettuare chiamate dove la copertura cellulare non esisteva nel 1994.

B939cf 4b711d12821c48b1be7f4242d8f0b73f Mv2

Simon ha utilizzato il sistema operativo Datalight ROM-DOS. IBM ha creato un’esclusiva interfaccia utente touch-screen per il display LCD monocromatico retroilluminato di Simon 114×36 mm, 160×293 px. Questa interfaccia utente del Simon era conosciuta come Navigator.

Il Simon poteva essere aggiornato per eseguire applicazioni di terze parti inserendo una scheda PCMCIA o scaricando un’applicazione nella memoria interna del telefono.

Presentava 11 programmi integrati, tra cui un calendario, un elenco di cose da fare, calcolatrice, rubrica, pianificatore di appuntamenti, orologio mondiale, blocco note elettronico/blocco per schizzi, annotazioni scritte a mano e tastiere con stilo standard e predittivo.

B939cf Dd56c1723b234f93a1c1a3120f2e54a2 Mv2

Quanto costava

Il Simon era disponibile solo per i clienti negli Stati Uniti, operando all’interno di una rete di 15 stati dove ne vennero vendute 50.000 unità. Il dispositivo era particolarmente popolare tra i membri delle aziende, i quali desideravano un telefono trasportabile che fungesse anche da mini-computer.

Tuttavia, un prezzo elevato e una durata della batteria ridotta hanno contribuito alla sua scomparsa dal mercato circa due anni dopo il suo lancio.

Aveva solo un’ora di batteria, costava 899 dollari e non aveva la possibilità di accedere tramite mobile ad internet, in quanto le reti non lo permettevano e anche per questo non ebbe un grande successo.

Conclusioni

Il venerabile Simon potrebbe sembrare abbastanza ridicolo per gli standard odierni, ma era certamente un dispositivo impressionante nei primi anni ’90.

Qualcuno vuole indovinare come potrebbero essere i telefoni della metà degli anni 2040?

Pensate che per celebrare il 20° anniversario, il Museo della Scienza di Londra lo mise in mostra nella sua nuova galleria Information Age, come “pezzo forte” della rivoluzione digitale dei nostri ultimi 25 anni.

Immagine del sitoRedazione
La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.

Lista degli articoli

Articoli in evidenza

Immagine del sito
React Server: Nuovi bug critici portano a DoS e alla divulgazione del codice sorgente
Di Redazione RHC - 12/12/2025

La saga sulla sicurezza dei componenti di React Server continua questa settimana. Successivamente alla correzione di una vulnerabilità critica relativa all’esecuzione di codice remoto (RCE) che ha ...

Immagine del sito
700.000 record di un Registro Professionale Italiano in vendita nel Dark Web
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Un nuovo allarme arriva dal sottobosco del cybercrime arriva poche ore fa. A segnalarlo l’azienda ParagonSec, società specializzata nel monitoraggio delle attività delle cyber gang e dei marketpla...

Immagine del sito
L’EDR è inutile! Gli hacker di DeadLock hanno trovato un “kill switch” universale
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Cisco Talos ha identificato una nuova campagna ransomware chiamata DeadLock: gli aggressori sfruttano un driver antivirus Baidu vulnerabile (CVE-2024-51324) per disabilitare i sistemi EDR tramite la t...

Immagine del sito
DDoSia e NoName057(16): le indagini di RHC confermate dal Dipartimento di Giustizia USA
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Quanto avevamo scritto nell’articolo “Codice Patriottico: da DDoSia e NoName057(16) al CISM, l’algoritmo che plasma la gioventù per Putin” su Red Hot Cyber il 23 luglio scorso trova oggi pien...

Immagine del sito
Supply chain: Notepad++ rafforza la sicurezza dopo un grave incidente di dirottamento del traffico
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Notepad++ è spesso preso di mira da malintenzionati perché il software è popolare e ampiamente utilizzato. Una vulnerabilità recentemente scoperta nell’editor di testo e codice open source Notep...