Nel mondo della cybersecurity esistono molte metriche: tempo medio di rilevazione, tempo medio di risposta, numero di vulnerabilità chiuse, livello di esposizione al rischio.
Raramente, tra queste, compare una variabile decisiva: quante ore dormono le persone che devono prendere decisioni critiche.
Cybersecurity Awareness efficace? Scopri BETTI RHC! Sei un'azienda innovativa, che crede nella diffusione di concetti attraverso metodi "non convenzionali"? Red hot cyber ha sviluppato da diversi anni una Graphic Novel (giunta al sesto episodio), l'unica nel suo genere nel mondo, che consente di formare i dipendenti sulla sicurezza informatica attraverso la lettura di un fumetto. Contattaci tramite WhatsApp al numero 375 593 1011 per saperne di più e richiedere informazioni oppure alla casella di posta graphicnovel@redhotcyber.com
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Eppure la ricerca scientifica comincia a indicare che il sonno, nel settore cyber, non è un dettaglio personale, ma una questione strutturale.
Uno studio recente condotto su professionisti della cybersecurity in Australia parla di sleeplesssentinels, le “sentinelle insonni”. I risultati mostrano livelli elevati di esaurimento emotivo associati a una qualità del sonno peggiore, soprattutto nei ruoli di leadership e gestione strategica. In particolare, i senior manager riportano una qualità del sonno inferiore rispetto ad altri ruoli tecnici, e questa condizione risulta significativamente associata a livelli più alti di emotionalexhaustion, ovvero esaurimento emotivo (Reeves et al., 2024).
Il dato è rilevante per almeno due motivi. Primo: il sonno compromesso non riguarda soltanto i team operativi, ma anche chi definisce priorità, strategie e posture di sicurezza.
Secondo: la relazione tra qualità del sonno ed esaurimento emotivo appare bidirezionale. Stress e burnout peggiorano il sonno; mentre un sonno insufficiente aumenta la vulnerabilità allo stress e riduce la capacità di recupero.
In poche parole, dormire poco riduce notevolmente la qualità di vita e l’efficienza lavorativa, tanto negli operativi quanto nei manager.
In un settore in cui la vigilanza è costante e l’errore può avere conseguenze pubbliche e reputazionali immediate, il sonno diventa quindi una risorsa critica.
Le neuroscienze e la psicologia del lavoro documentano da tempo che la deprivazione di sonno incide su:
In ambito cyber, queste funzioni cognitive sono fondamentali, in quanto costituiscono la base del lavoro quotidiano.
La letteratura su stress e burnout nella cybersecurity mostra che i professionisti operano in ambienti ad alta richiesta cognitiva, con carichi informativi intensi e pressione costante (Singh et al., 2023).
Se a questo si aggiunge una qualità del sonno compromessa, il sistema cognitivo entra in una zona di fragilità.
La questione non riguarda la forza di volontà o la disciplina personale, ma il funzionamento del cervello umano.
Una delle caratteristiche strutturali del lavoro IT e cyber è la compenetrazione tra tempo lavorativo e tempo personale. Incident response notturni, notifiche fuori orario, aggiornamenti urgenti, attacchi che non rispettano i fusi orari.
Il risultato è un’interruzione frequente dei cicli di recupero. Studi su professioni ad alta intensità operativa mostrano che l’alterazione del ritmo sonno-veglia aumenta nel tempo il rischio di esaurimento emotivo e riduce la resilienza psicofisica. Nella cybersecurity, questi fattori si combinano con la consapevolezza permanente della minaccia.
Il cervello resta in modalità di allerta anche quando il turno è finito.
Quando si parla di sicurezza informatica, si tende a concentrarsi su tecnologie e processi. L’infrastruttura umana riceve meno attenzione, nonostante sia il punto di integrazione finale di ogni decisione.
La ricerca suggerisce che qualità del sonno ed esaurimento emotivo siano correlati in modo significativo nei professionisti cyber (Reeves et al., 2024). Altri studi indicano che l’insufficienza di sonno può essere un fattore predittivo nello sviluppo del burnout nel tempo.
Se un CISO o un incident responder prende decisioni complesse in condizioni di deprivazione cronica di sonno, la questione non riguarda solo il suo benessere individuale. Riguarda la qualità delle scelte che incidono su sistemi critici.
In questo senso, il sonno può essere considerato una componente dell’architettura di sicurezza. Non appare nei report trimestrali, ma influenza ogni valutazione di rischio.
Il settore cyber valorizza la disponibilità costante, la reattività, la capacità di reggere carichi elevati. Queste qualità sono fondamentali. Diventano problematiche quando il recupero viene percepito come un segnale di debolezza o una perdita di efficienza.
La letteratura sul burnout mostra che lo squilibrio tra richieste e risorse è uno dei principali predittori di esaurimento. Il sonno rappresenta una delle risorse biologiche più importanti per ripristinare equilibrio cognitivo ed emotivo.
In un contesto di carenza di competenze e turnover elevato, ignorare questa dimensione significa accettare una fragilità sistemica.
Chi lavora nella cyber sa cosa significa restare sveglio per un incidente, controllare log fino a notte fonda, rispondere a chiamate fuori orario. La domanda che raramente viene posta è diversa:
“Quanto è sostenibile nel tempo questo modello operativo?”
Integrare il benessere nella cultura della cybersecurity non significa ridurre l’ambizione o la capacità tecnica. Significa riconoscere che l’affidabilità dei sistemi dipende anche dalla qualità delle condizioni in cui operano le persone.
Il sonno è una variabile biologica che incide su attenzione, giudizio e resilienza. In un settore che vive di decisioni critiche, ignorarla è una scelta strategica.
Il benessere, anche quello più silenzioso come il sonno, sta diventando una condizione imprescindibile per chi lavora nel mondo IT e cyber. La sicurezza del futuro passerà anche da qui.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.
