Andando ad analizzare i samples riportati all’interno del sito underground, risultava lampante che LockBit avesse effettuato un errore di attribuzione, anche se non potevamo essere sicuri completamente delle nostre affermazioni.
Oggi pomeriggio, è arrivata in redazione una mail da parte del Direttore IT della Galbusera che riporta che l’azienda è completamente estranea alla compromissione. Come ipotizzato nell’articolo e dalle precedenti verifiche, il materiale trafugato è riferibile ad un’entità operante in un settore merceologico completamente diverso da quello di Galbusera S.p.A.
Advertising
Il mittente ringrazia per l’attenzione nel pubblicare la precisazione e “per il lavoro di sensibilizzazione alla tematica che costantemente svolgete“. Come Red Hot Cyber ringraziamo Galbusera S.p.A. per averci fornito un commento alla questione e pubblichiamo di seguito il messaggio integrale.
Gentile redazione,
Vi scrivo in relazione alla notizia apparsa sul Vs sito su una possibile compromissione dei Ns sistemi.
Dalle verifiche effettuate dal Ns SOC e dalle forze dell’ordine, Vi posso confermare che l’azienda coinvolta dalla compromissione è completamente estranea a Galbusera S.p.A.
Come già ipotizzato nell’articolo e dalle nostre precedenti verifiche, il materiale trafugato è riferibile ad un’entità operante in un settore merceologico completamente diverso dal nostro.
Vi ringrazio per l’attenzione che riporrete nel pubblicare la nostra precisazione e per il lavoro di sensibilizzazione alla tematica che costantemente svolgete.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e colgo l’occasione per inviare i miei più cordiali saluti.
Come abbiamo riportato, anche le cybergang sbagliano.
Un altro errore, cambiando cybergang è quello della Goldbet, effettuata dalla cybergang era ALPHV/Blackcat.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.