Andando ad analizzare i samples riportati all’interno del sito underground, risultava lampante che LockBit avesse effettuato un errore di attribuzione, anche se non potevamo essere sicuri completamente delle nostre affermazioni.
Oggi pomeriggio, è arrivata in redazione una mail da parte del Direttore IT della Galbusera che riporta che l’azienda è completamente estranea alla compromissione. Come ipotizzato nell’articolo e dalle precedenti verifiche, il materiale trafugato è riferibile ad un’entità operante in un settore merceologico completamente diverso da quello di Galbusera S.p.A.
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Il mittente ringrazia per l’attenzione nel pubblicare la precisazione e “per il lavoro di sensibilizzazione alla tematica che costantemente svolgete“. Come Red Hot Cyber ringraziamo Galbusera S.p.A. per averci fornito un commento alla questione e pubblichiamo di seguito il messaggio integrale.
Gentile redazione,
Vi scrivo in relazione alla notizia apparsa sul Vs sito su una possibile compromissione dei Ns sistemi.
Dalle verifiche effettuate dal Ns SOC e dalle forze dell’ordine, Vi posso confermare che l’azienda coinvolta dalla compromissione è completamente estranea a Galbusera S.p.A.
Come già ipotizzato nell’articolo e dalle nostre precedenti verifiche, il materiale trafugato è riferibile ad un’entità operante in un settore merceologico completamente diverso dal nostro.
Vi ringrazio per l’attenzione che riporrete nel pubblicare la nostra precisazione e per il lavoro di sensibilizzazione alla tematica che costantemente svolgete.
Resto a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento e colgo l’occasione per inviare i miei più cordiali saluti.
Come abbiamo riportato, anche le cybergang sbagliano.
Un altro errore, cambiando cybergang è quello della Goldbet, effettuata dalla cybergang era ALPHV/Blackcat.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.