Lunedì scorso, i vertici del Tesoro hanno avviato una serie di consultazioni con il ministro per l’innovazione tecnologica Vittorio Colao e gli esponenti di Cassa Depositi e Prestiti e di Sogei, due gruppi pubblici per realizzare il grande “cloud” per la pubblica amministrazione.
Ma ovviamente al loro fianco saranno presenti differenti soggetti privati, e tra questi spiccano i nomi di Leonardo (schierata a sua volta con Microsoft Azure) e TIM (con Google).
Sembrerebbe che a breve verranno avanzate delle proposte al governo, che visti i nomi, saranno difficili da ostacolare, anche se parallelamente Amazon, Vodafone e Microsoft si stanno facendo sotto.
Il progetto del Polo strategico nazionale, è importantissimo per il comparto Italia, per poter avviare una trasformazione digitale che ad oggi non può avvenire in quanto le applicazioni e i dati sono gestiti in modo obsoleto.
Il progetto oggi ricade all’interno delle cornici del PNRR con un budget di 900 milioni di euro, anche se impone dei tempi stretti.
Per il momento le offerte non sono ancora arrivate, ma la mossa della cordata CDP appare prossima, con Cassa Depositi e Prestiti nel ruolo di investitore principale. Successivamente il governo valuterà l’interesse pubblico e indirà la famosa gara.
Ieri alla commissione attività della Camera Profumo ha detto
“siamo intensamente coinvolti, stiamo dialogando su più fronti, sia con l’operatore nazionale delle TLC che con Cdp e stiamo valutando come cooperare e siamo assolutamente certi che Leonardo può dare un significativo valore aggiunto nella componente di servizio, quindi sull’hosting o l’housing, ma anche sul miglioramento dell’insieme dei servizi che il trasferimento dei dati da stoccaggi tradizionali al Cloud può consentire alla PA”.
Ad un convegno dell’Ispi il presidente di Leonardo ha detto:
“il transito dei dati aziendali sensibili verso il cloud o altre infrastrutture è un elemento critico: la rete internet non garantisce che un dato digitale, che ha origine e destinazione in italia, durante il transito non sconfini. Sarebbe importante prevedere un meccanismo di protezione del dato tramite un algoritmo di cifratura certificato dall’autorità nazionale per la sicurezza che gestisca e distribuisca le chiavi di protezione”.
Intanto Gubitosi di TIM, ospite Anitec Assinform ha riportao
“un tema vecchio, che va chiuso, ora il focus va sui data center, il cloud, l’internet delle cose e l’intelligenza artificiale. Se stiamo parlando ancora dello stadio uno è preoccupante”.
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