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La casa di moda Armani colpita da un attacco informatico

La casa di moda Armani colpita da un attacco informatico

17 Aprile 2022 08:51

Nella stessa giornata dell’attacco subito dal gruppo Trenitalia avvenuto il 16 di aprile scorso, sembrerebbe che sia stata colpita anche la famosa azienda italiana di moda Armani, la quale è stata presa di mira dai criminali informatici.

L’attacco è stato confermato dalla maison milanese.

Le voci in merito a questa violazione sono iniziate a circolare presso la sede centrale del COPASIR (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) ma a quanto pare, l’attacco è stato gestito nel migliore dei modi.

In modo analogo al gruppo Trenitalia, i sistemi sono stati bloccati dai criminali informatici, fermando alcuni stabilimenti di Armani.

Gli specialisti incaricati dalla maison milanese sarebbero stati impegnati negli ultimi giorni a respingere la minaccia, anche se circoscritta, che ha di fatto ha bloccato i sistemi IT a partire dal quartier generale a Milano.

Gli stabilimenti di Mattarello-Trento e quello Antinea di Trissino in valle dell’Agno nel Vicentino hanno comunque ripreso rapidamente le attività, anche se al momento non sono note richieste di riscatto.

Sembrerebbe si sia trattato di un ennesimo caso di un attacco informatico di tipo ransomware, anche se al momento non ci sono ulteriori dettagli tecnici da condividere.

RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali. Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda, oppure la stessa azienda voglia fare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.

Come proteggersi dal ransomware

Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.

Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono:

  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware. I backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Formare il personale attraverso corsi di Awareness;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronicaSe un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail;
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.

Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.

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