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La Cina denuncia: 600 attacchi informatici APT nel 2024. Washington è nel mirino

La Cina denuncia: 600 attacchi informatici APT nel 2024. Washington è nel mirino

12 Settembre 2025 09:59

Durante una conferenza stampa ordinaria, il portavoce del Ministero degli Esteri Guo Jiakun ha risposto a domande dei giornalisti su diversi temi di attualità internazionale. Al centro della discussione vi sono stati gli attacchi informatici attribuiti agli Stati Uniti, le tensioni commerciali legate ai dazi e le sanzioni imposte da Washington contro esponenti palestinesi.

In merito alla sicurezza informatica, Guo ha commentato le segnalazioni della China Cyberspace Security Association, che ha denunciato oltre 600 attacchi informatici compiuti nel 2024 da gruppi APT stranieri contro istituzioni cinesi. Secondo l’associazione, tali azioni avrebbero sfruttato Germania, Corea del Sud, Singapore e Paesi Bassi come basi di lancio per colpire infrastrutture critiche cinesi.

Guo ha definito queste rivelazioni come “nuove prove” delle attività ostili degli Stati Uniti contro la Cina, sottolineando come ciò confermi la posizione di Pechino sugli Stati Uniti, accusati di essere la principale minaccia informatica. Ha aggiunto che la Cina continuerà ad adottare le misure necessarie per garantire la propria sicurezza.

Il portavoce ha inoltre evidenziato che gli Stati Uniti avrebbero utilizzato i loro alleati regionali ed europei come trampolino di lancio per le attività informatiche ostili. Ha ribadito che, secondo la posizione cinese, la cybersicurezza rappresenta una sfida comune per tutti i Paesi e deve essere affrontata con cooperazione e dialogo.

Sul fronte commerciale, Guo ha commentato la decisione del presidente statunitense Trump di firmare un ordine esecutivo per imporre dazi alla maggior parte dei Paesi. Ha ribadito la posizione chiara della Cina contro l’abuso dei dazi, affermando che le guerre commerciali non hanno vincitori e che il protezionismo danneggia gli interessi di tutte le parti coinvolte.

Un altro tema trattato è stato quello delle sanzioni statunitensi annunciate il 31 luglio contro funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Guo ha espresso shock e delusione per la decisione americana, giudicata incomprensibile di fronte agli sforzi della comunità internazionale per favorire la pace.

Infine, Guo ha ribadito la posizione della Cina sul conflitto mediorientale, sottolineando che la questione palestinese resta centrale per l’equità e la giustizia internazionale. Ha riaffermato il sostegno cinese alla giusta causa del popolo palestinese e alla soluzione dei due Stati, invitando la comunità internazionale, in particolare gli Stati Uniti, ad assumersi la responsabilità di promuovere una soluzione equa e duratura.

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Bajram Zeqiri è un esperto di cybersecurity, cyber threat intelligence e digital forensics con oltre vent'anni di esperienza, che unisce competenze tecniche, visione strategica creare la resilienza cyber per le PMI. Fondatore di ParagonSec e collaboratore tecnico per Red Hot Cyber, opera nella delivery e progettazione di diversi servizi cyber, SOC, MDR, Incident Response, Security Architecture, Engineering e Operatività. Aiuta le PMI a trasformare la cybersecurity da un costo a leva strategica per le PMI.
Aree di competenza: Cyber threat intelligence, Incident response, Digital forensics, Malware analysis, Security architecture, SOC/MDR operations, OSINT research

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