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il logo di Huawei al centro e sullo sfondo un grande datacenter

Le sanzioni USA hanno favorito Huawei: Nvidia perde rapidamente il mercato cinese

15 Ottobre 2026 07:38
In sintesi

Le sanzioni USA hanno favorito Huawei, che ha quasi raggiunto Nvidia nel mercato cinese dei chip per l'intelligenza artificiale. Nella prima metà del 2026, la quota di mercato di Nvidia è scesa al 34%, mentre Huawei ha conquistato il 28% del mercato. Secondo IDC, Nvidia ha fornito 678.000 acceleratori IA, il 44% in meno rispetto all'anno precedente, mentre Huawei ha spedito 572.000 dispositivi.

Le sanzioni degli USA hanno favorito Huawei, che ha quasi raggiunto Nvidia nel mercato cinese dei chip per l’intelligenza artificiale. Nella prima metà del 2026, la quota di mercato dell’azienda americana è scesa al 34%, mentre il divario con il principale concorrente locale si è ridotto a sei punti percentuali.

Secondo i calcoli della società di ricerca IDC, da gennaio a giugno Nvidia ha fornito alla Cina 678.000 acceleratori IA, il 44% in meno rispetto all’anno precedente. Huawei nello stesso periodo ha spedito 572.000 dispositivi, contro i più di 300.000 dell’anno scorso, conquistando il 28% del mercato. Questi processori vengono utilizzati nei centri di elaborazione dati per l’addestramento delle reti neurali e l’esecuzione di modelli già pronti.

Come ricorderete, Washington ha limitato l’esportazione dei processori avanzati di Nvidia, mentre Pechino sostiene attivamente gli sviluppatori locali oltre a richiedere un’autorizzazione per l’importazione anche degli acceleratori americani ammessi alla vendita. Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha più volte criticato le restrizioni all’esportazione. Secondo la sua valutazione, a causa dei divieti l’azienda sta perdendo il mercato cinese dei chip per l’IA, stimato a 50 miliardi di dollari.

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Huawei non è l’unico beneficiario. La divisione Alibaba T-Head ha ottenuto il 7% del mercato, Cambricon il 5%, lo sviluppatore Kunlunxin di Baidu il 4%, e Hygon il 3%. IDC ha monitorato 11 produttori cinesi, nove dei quali hanno aumentato le forniture rispetto alla prima metà del 2025. La concorrenza non si limita più allo scontro tra le due maggiori aziende.

Sta cambiando anche la struttura del mercato. In sei mesi, i clienti cinesi hanno ricevuto 2,008 milioni di acceleratori IA. Le forniture di processori grafici GPU, ampiamente utilizzati nell’addestramento di grandi reti neurali, sono diminuite del 26% a 991.000 unità. Al contrario, le forniture di acceleratori di altri tipi sono aumentate di quasi l’80%, raggiungendo 1,016 milioni. Per quantità, i dispositivi specializzati hanno già superato i tradizionali GPU.

Huawei, T-Head, Kunlunxin e Cambricon insieme coprono il 95% delle forniture di acceleratori non GPU. Questi chip vengono acquistati da enti governativi, aziende internet e operatori di telecomunicazioni. IDC osserva che per i clienti non conta solo la potenza di un singolo chip, ma anche il funzionamento del cluster di calcolo. Huawei sta già sviluppando i supercluster Ascend, cercando di compensare i limiti dei processori con la scala del sistema.

Nei calcoli di IDC non è specificato quali modelli Nvidia siano inclusi nella quota del 34% e se siano stati considerati i B200 e B300, vietati all’esportazione ufficiale ma entrati in Cina illegalmente. Nvidia non ha risposto alla richiesta di commento. Il numero di acceleratori spediti non permette inoltre di confrontare direttamente le prestazioni dei chip o i ricavi delle aziende.

IDC prevede che alla fine del 2026 le forniture di tutti gli acceleratori IA in Cina cresceranno del 19%, anche se il segmento GPU si ridurrà del 9%. Le sanzioni hanno aiutato i produttori locali, ma Huawei e i suoi concorrenti affrontano la carenza di HBM, la memoria ad alta velocità per i processori potenti. Nvidia rimane in testa nelle forniture, ma il mercato cinese sta sempre più passando a soluzioni locali.

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Silvia Felici 300x300
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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