Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
LockBit è la banda di criminali informatici da profitto più insidiosa al mondo

LockBit è la banda di criminali informatici da profitto più insidiosa al mondo

20 Marzo 2023 07:27

Il ransomware LockBit è stato rilevato per la prima volta a settembre 2019. In precedenza era noto come ABCD a causa dell’estensione “.abcd” assegnata ai file crittografati. 

LockBit attualmente utilizza il malware con lo stesso nome e opera su un modello ransomware-as-a-service (RaaS), il che significa che gli affiliati al programma prendono in prestito dagli sviluppatori il ransomware e lo utilizzano negli attacchi verso le organizzazioni e poi condividono i guadagni. 

È noto che alcuni partner ricevono una quota fino al 75%.

I vettori di attacco iniziale di LockBit includono ingegneria sociale come phishing, spear-phishing e compromissione della posta elettronica aziendale (BEC), utilizzo di broker di accesso iniziale (IAB) e utilizzo di credenziali rubate per accedere ad account validi, nonché attività di brute force.

Durante il webinar Global Threat Forecast dello scorso anno ospitato da SecurityHQ, il gruppo LockBit è stato identificato come una seria minaccia e ha deciso di prestare maggiore attenzione ai loro attacchi. 

Gli attacchi LockBit sono in genere mirati alle agenzie governative e alle aziende del settore sanitario, finanziario, dei prodotti industriali, dei servizi e altro ancora. Molto spesso, Stati Uniti, Cina, India, Indonesia, Ucraina, Francia, Gran Bretagna e Germania diventano vittime degli attacchi del gruppo.

Mappa delle attività LockBit

Un’altra caratteristica interessante di LockBit è che è programmato in modo tale da non poter essere utilizzato per attaccare la Russia oi paesi della CSI. Ciò suggerisce alcune riflessioni sull’origine del raggruppamento.

Nel 2022, il gruppo LockBit ha rivendicato attacchi più riusciti di qualsiasi altra banda di ransomware. Nel grafico sottostante si nota anche un netto calo dell’attività del gruppo Conti, un tempo molto diffuso. Secondo quanto riferito, i suoi membri ora lavorano nei gruppi di ransomware BlackBasta, BlackByte e Karakurt.

Numero di attacchi riusciti nel 2022

Il grafico seguente mostra l’attività complessiva di LockBit lo scorso anno rispetto ad altri gruppi di ransomware.

Numero totale di attacchi nel 2022

Una delle caratteristiche uniche di LockBit è il loro programma di bug bounty

Il gruppo offre una ricompensa di 1 milione di dollari a chiunque riesca a identificare gli autori o gli operatori del programma. Questa è una quantità significativa e mostra quanto sia serio LockBit nel mantenere il suo anonimato.

Nel complesso, il gruppo ransomware LockBit è un’organizzazione criminale informatica potente e sofisticata che rappresenta una seria minaccia per le aziende e le organizzazioni di tutto il mondo. 

Grazie al suo consolidato modello RaaS e al suo programma Bug Bounty, LockBit è una forza da non sottovalutare nel mondo del crimine informatico.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber Italia
Allarme rosso in Italia! Migliaia di impianti senza password: un incubo a portata di click
Bajram Zeqiri - 05/02/2026

L’Italia si trova oggi davanti a una sfida digitale senza precedenti, dove la corsa all’innovazione non sempre coincide con una protezione adeguata delle infrastrutture. Pertanto la sicurezza dei sistemi connessi è diventata l’anello debole della…

Immagine del sitoCyber News
HackerHood di RHC scopre un nuovo 0day nei Firewall ZYXEL: il rischio è l’accesso Root
Redazione RHC - 05/02/2026

Una nuova vulnerabilità scoperta dal ricercatore italiano Alessandro Sgreccia (rainpwn) del gruppo HackerHood di Red Hot Cyber è stata scoperta nei dispositivi ZYXEL permette di ottenere accesso root attraverso una configurazione apparentemente innocua del servizio…

Immagine del sitoHacking
La vera storia degli hacker: dai trenini del MIT, alla voglia di esplorare le cose
Massimiliano Brolli - 05/02/2026

La parola hacking, deriva dal verbo inglese “to hack”, che significa “intaccare”. Oggi con questo breve articolo, vi racconterò un pezzo della storia dell’hacking, dove tutto ebbe inizio e precisamente nel piano terra dell’edificio 26…

Immagine del sitoCyber News
L’Italia sotto Attacco Hacker! Dopo la Sapienza e gli Uffizi, NoName057(16) colpisce ancora
Redazione RHC - 04/02/2026

L’Italia è finita ancora una volta nel mirino del collettivo hacktivista filorusso NoName057(16). Dopo i pesanti disservizi che hanno colpito l‘Università La Sapienza e le Gallerie degli Uffizi all’inizio di questa settimana. L’offensiva digitale russa…

Immagine del sitoCyber News
Attacco hacker alla Sapienza: chi sono gli hacker di Bablock/Rorschach
Redazione RHC - 04/02/2026

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’attacco informatico che ha paralizzato i sistemi dell’Università La Sapienza non sarebbe motivato da fini politici. Gli hacker avrebbero inviato messaggi di rivendicazione spiegando di non agire per…