Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Anche LockBit sbaglia! Il post sull’attacco a Galbusera è stato aggiornato

Anche LockBit sbaglia! Il post sull’attacco a Galbusera è stato aggiornato

15 Febbraio 2024 07:42

Come avevamo riportato qualche giorno fa, LockBit aveva sbagliato target e ad essere colpita non era Galbusera S.p.A. ma un’altra azienda italiana come avevamo anticipato.

In precedenza, all’interno del data leak site, LockBit aveva scritto quanto segue: “Galbusera is an Italian food company that produces biscuits, crackers and snacks. There were stolen about 500 gb of data including their contracts and private data of their employers and clients”.

Immagine del data leak site di lockbit sulla rete onion che riporta l’attacco a galbusera.it

Volutamente non abbiamo scritto chi fosse l’azienda colpita, anche se dal primo samples risultava evidente una errata rivendicazione dell’attacco. Ora LockBit rettifica il post e con un aggiornamento riporta che ad essere stata colpita è un’altra azienda italiana, ovvero lo Studiogalbusera.

A confermarci le nostre intuizione è stata anche la Galbusera SpA che con una mail in redazione ha riportato che il loro SOC non ha rilevato nessun tentativo di attacco alle loro infrastrutture IT.

La domanda che ora sorge spontanea è come mai ci sia stata questa errata attribuzione, visto che il dominio risultava completamente differente e anche l’attività merceologica svolta. Si tratta in effetti di una grossa svista da parte della più longeva cybergang ransomware della storia dove tali casi si puntano su un palmo di una mano.

Dobbiamo anche dire che all’interno di LockBit ci sono molti gruppi affiliati.

Come ci disse il portavoce di LockBit nell’intervista effettuata qualche tempo fa, il numero di persone coinvolte supera le 100. Pertanto procedure e controlli minuziosi su migliaia e migliaia di violazioni potrebbe non essere facile da fare.

Rettifica nel data leak site di LockBit che riporta che l’attacco è stato sferrato verso studiogalbusera.com

E’ chiaro che non è la prima volta che una cybergang ransomware sbaglia target o effettua degli errori di attribuzione.

Lo abbiamo visto in diversi casi scoperti da RHC. Il primo è stato il caso della Farmacia Statuto dove LockBit aveva sbagliato completamente target. Il secondo con il giallo dell’Agenzia dell’Entrate sempre da parte di LockBit che poi si rivelè essere la GESIS e per finire il caso dell’attacco ransomware a Galbusera.

Un altro errore, cambiando cybergang ransomware è quello della Goldbet, effettuata dalla cybergang era ALPHV/Blackcat.

Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda che saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…