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Dei dipendenti guardano con fare sospettoso un robot umanoide in ufficio. La paura della sostituzione da parte delle intelligenze artificiale è elevata nel mondo del lavoro.

Oltre la metà dei CEO non vede profitti dall’IA: ecco cosa sta andando storto

30 Marzo 2026 07:06
In sintesi

L'integrazione dell'intelligenza artificiale nelle aziende è frenata dalla scarsa preparazione dei dipendenti e dal timore dell'automazione. Secondo Forrester, nonostante l'81% dei dirigenti punti sugli assistenti IA, la mancanza di competenze tecniche e l'ansia per i licenziamenti bloccano la produttività. Il successo della transizione digitale non dipende dagli algoritmi, ma da una formazione strategica che trasformi la tecnologia in un supporto concreto, superando la diffidenza dei lavoratori verso la sostituzione professionale.

Le aziende stanno acquisendo sempre di più prodotti di intelligenza artificiale nella speranza di velocizzare il loro lavoro quotidiano e aumentare l’efficienza. Il vero impatto spesso non risiede nei modelli o nei budget, ma bensì nelle persone.

Gli analisti di Forrester hanno concluso che molte imprese sono ostacolate dalla scarsa preparazione dei dipendenti. Molti non sanno come utilizzare questi sistemi e allo stesso tempo, temono, che l’automazione, lascerà alcuni di loro senza lavoro.

Un recente rapporto di Forrester ha riportato che la scarsa preparazione dei dipendenti è il principale ostacolo al successo dell’intelligenza artificiale negli uffici. Secondo la società, il 68% delle organizzazioni utilizza già l’IA generativa nelle loro applicazioni lavorative e l’81% dei dirigenti considera che gli assistenti IA siano uno strumento importante per il supporto ai loro dipendenti.

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Ma non basta acquistare un sistema AI per poterlo far funzionare al meglio. Le aziende necessitano di personale competente nell’utilizzo di questi nuovi servizi. Ma purtroppo sono ancora necessari progressi significativi.

Forrester valuta questa predisposizione di individui, team e aziende a lavorare con l’intelligenza artificiale utilizzando la sua scala AIQ. Nell’ultimo anno, gli analisti stimano che i dipendenti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Francia e in Australia abbiano fatto pochi progressi.

La ragione principale è la formazione su questi nuovi temi. Solo il 51% delle aziende offre al loro interno dei corsi di formazione sull’IA per persone non tecniche, rispetto al 47% dell’anno precedente. La situazione è ancora più critica per quanto riguarda la formazione in ingegneria industriale: solo il 23% delle organizzazioni offre questo tipo di formazione.

La seconda ragione deriva dall’ansia dei lavoratori stessi e dallo spettro della perdita del lavoro.

Forrester osserva che nel 2025 non si sono verificate grandi perdite di posti di lavoro dovute all’intelligenza artificiale e che le presunte future perdite di posti di lavoro non sembrano ancora catastrofiche come molti si aspettano. Tuttavia, i timori rimangono molto forti.

Secondo l’azienda, il 43% dei dipendenti teme che l’utilizzo nelle aziende delle AI su larga scala, sostituirà molte persone nei prossimi cinque anni e un quarto di queste prevede che il proprio posto di lavoro ne risentirà nello stesso arco di tempo.

Le preoccupazioni dei dipendenti non sono del tutto infondate. I dirigenti aziendali esprimono sempre più apertamente la voglia di ridurre i costi del personale attraverso l’intelligenza artificiale e fiutano i margini e i dividendi. Ma in questo contesto, qualsiasi accenno all’introduzione di nuovi assistenti virtuali non viene percepito effettivamente come un supporto, bensì come una preparazione per i licenziamenti. Uno degli intervistati da Forrester ha ammesso apertamente che alcuni dipendenti cercano di evitare l’IA proprio per il timore che possano essere in futuro sostituiti.

Secondo Forrester, le aziende devono cambiare approccio e spiegare ai dipendenti i vantaggi dell’IA, non solo del management. Ciò significa non solo corsi di formazione, ma anche una formazione chiara, il coinvolgimento e un ambiente di lavoro sano in cui questi nuovi strumenti aiutino veramente i dipendenti a completare le loro attività in modo più rapido ed efficiente.

Gli analisti sottolineano che le aziende che considerano l’alfabetizzazione digitale come un obiettivo strategico, piuttosto che come un semplice adempimento burocratico, otterranno un reale aumento di produttività e vantaggi a lungo termine.

Ma nonostante si parli tanto dei vantaggi offerti da questa tecnologia, i risultati aziendali sono tutt’altro che eccezionali.

PwC ha precedentemente riportato che più della metà degli amministratori delegati non ha registrato né crescita dei ricavi né una relativa riduzione dei costi dopo aver investito nell’intelligenza artificiale. In questo contesto, la conclusione di Forrester è piuttosto netta: il problema non risiede negli algoritmi, ma nel fatto che le aziende non hanno ancora formato adeguatamente il personale a lavorare al loro fianco.


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Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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