Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità

OpenAI sceglie i chip TPU di Google per ridurre i costi e la dipendenza da Nvidia

9 Luglio 2025 07:49

OpenAI ha iniziato a utilizzare i chip TPU di Google al posto delle tradizionali schede grafiche Nvidia per ridurre i costi e la dipendenza da un singolo fornitore.

Secondo Reuters, questa è la prima volta che l’azienda noleggia potenza di calcolo da Google Cloud invece di affidarsi esclusivamente all’infrastruttura Microsoft e Oracle con GPU Nvidia.

In precedenza, OpenAI si affidava alle GPU Nvidia per gestire ogni aspetto , dall’addestramento all’erogazione di ChatGPT. Ora, l’azienda sta aggiungendo un altro importante partner per ridurre i rischi associati ai vincoli di fornitura e al predominio di un singolo fornitore. Sebbene Google non fornisca ancora le TPU più potenti, anche i modelli disponibili sono sufficienti per elaborare le query in modo efficiente e a un costo inferiore rispetto all’hardware Nvidia. La motivazione principale di questo passaggio è la riduzione dei costi di inferenza, ovvero la parte del lavoro del modello in cui interagisce con gli utenti.

Questa partnership è significativa anche per Google. Per la prima volta, l’azienda offre i suoi chip TPU non solo per uso interno, ma anche per clienti esterni. OpenAI ha già visto l’adesione di attori del calibro di Apple, Anthropic e Safe Superintelligence.

Google sta gradualmente rafforzando la sua posizione nel cloud computing e compete sempre più con Nvidia , impegnandosi a offrire alternative più convenienti e a cambiare gli equilibri di potere nel mercato dei chip di intelligenza artificiale.

L’accordo tra OpenAI e Google riflette una tendenza più ampia: il mercato dell’intelligenza artificiale sta diventando meno centralizzato, gli operatori cercano flessibilità e la concorrenza si sta intensificando. Ciò potrebbe avere un impatto sui costi dell’hardware, sul ritmo dello sviluppo tecnologico e sull’equilibrio di potere nel settore.

Questa decisione sottolinea l’importanza della diversificazione e della flessibilità nel mercato dell’intelligenza artificiale, dove la competizione si sta intensificando e gli operatori cercano soluzioni più efficienti e convenienti.

In generale, la tendenza verso una maggiore decentralizzazione e competizione nel mercato dell’intelligenza artificiale potrebbe portare a una riduzione dei costi e a un aumento dell’innovazione. Le aziende come OpenAI e Google stanno lavorando per offrire soluzioni più efficienti e convenienti, il che potrebbe avere un impatto positivo sull’intero settore. Inoltre, la scelta di OpenAI di utilizzare i chip TPU di Google potrebbe essere vista come un esempio di come le aziende stiano cercando di diversificare le loro forniture e ridurre la dipendenza da un singolo fornitore, al fine di mitigare i rischi associati ai vincoli di fornitura e al predominio di un singolo fornitore.

La conclusione principale è che il mercato dell’intelligenza artificiale sta subendo una trasformazione significativa, con una maggiore competizione e decentralizzazione che potrebbero portare a soluzioni più efficienti e convenienti.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Campagna di phishing su Signal in Europa: sospetto coinvolgimento di attori statali
Bajram Zeqiri - 07/02/2026

Le autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…