Un video di robot cinesi sta diventando virale su internet dove sparano con delle mitragliatrici.
Sembra fantascienza, vero?
Eppure gira da giorni sui social, con gente convinta che mostri un esercito reale. Il clip dura appena 48 secondi, montagne innevate sullo sfondo, robot che corrono, si inginocchiano, cambiano i caricatori e superano ostacoli come in un film d’azione.
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Ma la domanda è: quanto è reale?
E già qui la cosa si fa strana… perché la maggior parte dei post sostiene che sia un vero addestramento militare, mentre altre condivisioni citano la Unitree Robotics, mostrando video che hanno raccolto milioni di visualizzazioni. Insomma, un sacco di confusione, no?
Robot o AI generativa?
Analisi dettagliate hanno mostrato che si tratta di robot modello G1 della Unitree Robotics, ma il video è generato dall’intelligenza artificiale. Alcuni dettagli saltano subito all’occhio: un robot ricarica un caricatore, ma pochi secondi dopo il caricatore sparisce senza motivo.
O la mano di un soldato che si fonde col radiotrasmettitore… roba da fantascienza.
Frame dopo frame del video (che di fatto risulta volutamente abbassato di qualità), appaiono errori tipici dell’AI, come auto fuse insieme o scritte sul robot che cambiano continuamente. Anche Philipp Cachee, esperto in balistica forense, nota incongruenze logiche: niente espulsione dei bossoli e caricatore vuoto inserito nell’arma. Conclude che è “quasi certamente” un video AI.
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E, giusto per chiarire, il clip è effettivamente etichettato come generato da AI su Bilibili, piattaforma cinese di video.
Un cane robot sul quale è stata montata un’arma.
Dancing Robots
Sul sito e sui social dell’azienda Unitree, però, i robot sono mostrati in contesti civili: balli coreografati, arti marziali, percorsi complessi… e perfino salti mortali a Capodanno cinese. ma questo trend va avanti da tempo con video che a volte sono creati da AI generative, ma spesso sono reali e fanno comprendere come la Cina stia puntando su questa tecnologia e quanto essa sia avanti rispetto al mondo occidentale.
Nessun riferimento recente a usi militari. Il video virale, insomma, non mostra un vero esercizio che raffigura i robot dell’azienda, ma è, a quanto pare, realizzato con le AI.
Video simili
Un altro clip è circolato, con robot umanoidi e quadrupedi tra case in rovina che sparano qualche tempo fa, sinonimo che l’attenzione del pubblico (e delle aziende), si sta focalizzando sull’uso dell’AI generativa in contesti militare.
Ma a Shenzhen, in Cina, già un anno fa, un robot pattugliava con la polizia. In città come Wuhan e Shanghai, i robot controllano traffico o stavano imparando a farlo.
Nonostante la bufala dei video, il paese investe davvero in robot civili. I video virali con robot armati sono falsi, generati dall’AI e destinati all’intrattenimento, non a reali test militari, ma va da se che a breve li avremo dentro le case e nelle strade.
Per la community di Red Hot Cyber, è evidente che la robotica stia facendo salti da gigante e, unita all’intelligenza artificiale, molti progetti classificati si dirigono verso la cosiddetta “guerra autonoma” senza che noi ne conosciamo i dettagli. Il problema è che mentre AI e robotica avanzano in un’era dove fantascienza e realtà si fondono, il diritto e le regolamentazioni restano anni luce indietro rispetto alle criticità che tutto questo può innescare, senza contare gli impatti potenziali di conflitti completamente automatizzati.
Il rischio è che, se i paesi non dialogano e non definiscono regole comuni, l’escalation militare potrebbe diventare davvero incontrollabile. La tecnologia corre veloce, ma senza linee guida e accordi internazionali il confine tra intrattenimento, sperimentazione, disinformazione e reale minaccia si fa sempre più sottile.
Anche se i video virali “fake” di robot armati sono al momento inganni generati da AI, è fondamentale per ogni esperto di sicurezza (informatica e non) saper distinguere il reale dal digitale, analizzare fonti e dettagli, e comprendere le implicazioni più profonde di questa evoluzione tecnologica prima che sia troppo tardi.
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Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
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