RuRansom è un ransomware che prende di mira i sistemi russi. Durante la guerra informatica in corso tra Russia e Ucraina, si è già assistito a diversi attacchi di malware come WhisperGate, IsaacWiper ed HermeticWiper.
RuRansom è una nuova aggiunta a questa serie di malware distruttivo. È appositamente progettato per distruggere il backup e i dati della vittima.
Gli specialisti della divisione di analisi delle minacce informatiche di VMware, hanno pubblicato un’analisi del malware RuRansom andando a rilevare che il malware attacca solo i sistemi in Russia.
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Il blocco di codice che mostra che il malware è finalizzato a colpire la russia. Fonte VMWare
Per la prima volta, gli esperti della società di sicurezza delle informazioni Trend Micro hanno parlato di RuRansom a marzo di quest’anno.
Sebbene il nome del malware utilizzi la parola “riscatto”, RuRansom non è un ransomware, ma un wiper, poiché distrugge permanentemente i file crittografati delle sue vittime.
Nella richiesta di riscatto, che di solito viene visualizzata dal ransomware, l’autore del malware afferma le sue vere motivazioni. Secondo lui, ha creato RuRansom al solo scopo di causare danni alla Russia.
“Non c’è modo di de crittografare i tuoi file. Nessun pagamento, solo danni”
diceva la nota.
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Il viper è scritto nel linguaggio di programmazione .NET e si diffonde come un worm.
In fase di esecuzione, chiama immediatamente la funzione IsRussia(), controlla l’indirizzo IP pubblico del sistema utilizzando il servizio https://api[.]ipify[.]org .
Utilizzando l’indirizzo IP, il malware determina la posizione della macchina utilizzando l’URL https://ip-api[.]com/#< ip pubblico>.
Se i dati sulla posizione della macchina non contengono la parola “Russia”, viene visualizzata la notifica “Solo gli utenti russi possono eseguire il programma” e l’esecuzione si interrompe.
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ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.