Le aziende russe stanno assistendo ad una ondata di attacchi informatici che vengono svolti attraverso l’utilizzo di una botnet gigantesca, probabilmente la più grande della storia.
Una botnet è una rete di dispositivi compromessi che permettono di eseguire attacchi DDoS, o altre tipologie di hack e di attacchi distribuiti. Questo è stato segnalato a “Kommersant” dalla società StormWall.
Secondo gli esperti, gli attacchi sono continuati nell’ultimo mese. Le loro principali vittime sono state le organizzazioni che rappresentano l’industria dei giochi.
La botnet comprende 49mila dispositivi che vengono utilizzati per eseguire attacchi DDoS mirati. La loro potenza raggiunge i due terabit al secondo, che, come la dimensione della botnet, può essere considerata un record davvero importante.
Secondo i dati preliminari, la rete dei dispositivi infetti è di origine spagnola.
Come notato dalla società russa Qrator Labs, la botnet è stata individuata per la prima volta nel 2020. Sui siti specializzati in hacking e malware, la botnet viene affittata con costi di servizio pari a 100 dollari l’ora, oppure con un contratto di locazione completo per due giorni del valore di 2,5 mila dollari.
Le ragioni degli attacchi, secondo gli esperti intervistati da Kommersant, potrebbero risiedere nella concorrenza sleale. Infatti gli utenti dei giochi online diventano furiosi a causa delle interruzioni del servizio di gioco.
Allo stesso tempo, tali attacchi DDoS causano problemi ai normali giocatori, poiché non tutti i provider possono resistere ad attacchi di tale potenza.
Ricordiamo, in precedenza avevamo parlato di un un malware chiamato Lemon Duck. Il malware di fatto genera una botnet di mining di criptovaluta che consente agli aggressori di utilizzare la potenza dei loro computer per estrarre criptovaluta Monero.