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LemonDuck: il malware che fixa le falle di sicurezza per non essere rilevato.

LemonDuck: il malware che fixa le falle di sicurezza per non essere rilevato.

31 Luglio 2021 15:34

LemonDuck, è un malware noto per l’installazione di crypto-miner in ambienti aziendali. Questo è uno tra i validi motivi per cui vale la pena rimuoverlo immediatamente dalla rete e ora vi spieghiamo il perché si tratta di uno strumento altamente innovativo e pericoloso.

La cyber-gang che produce il malware, secondo Microsoft, ha un arsenale ben nutrito di strumenti di hacking, ed exploit mirati a una sola cosa: mantenere l’accesso esclusivo a una rete compromessa il più a lungo possibile.

Questo serve per minare criptovalute, “possedere” le reti compromesse, disabilitando gli antivirus, rimuovendo i malware di altri gruppi e persino riparare automaticamente le vulnerabilità: uno sforzo così competitivo per impedire ad altri aggressori, di fare incetta del loro stesso ‘territorio”.

“Ciò consente di limitare la visibilità dell’attacco agli analisti all’interno di un’organizzazione che potrebbero dare la priorità a dispositivi senza patch, o al contrario, ignorare i dispositivi che non hanno un volume elevato di falle o malware al loro interno”

ha spiegato Microsoft in un’analisi di follow-up su LemonDuck.

I cosiddetti exploit critici di Microsoft Exchange Server ProxyLogon di marzo e aprile sono stati trattati in questo modo dagli aggressori di LemonDuck.

Hanno usato i bug per installare web shell sui server Exchange per l’accesso remoto a sistemi senza patch e installare il malware aggiuntivo.

In alcuni casi, gli aggressori di LemonDuck hanno utilizzato copie dello strumento di mitigazione locale di Microsoft Exchange (rilasciato da Microsoft il 15 marzo) per correggere il bug che avevano utilizzato per ottenere l’accesso, secondo Microsoft.

“Lo hanno fatto mantenendo il pieno accesso ai dispositivi compromessi e limitando altri attori dall’abusare delle stesse vulnerabilità di Exchange”

Hanno aggiunto.

Usavano anche malware senza file che veniva eseguito in-memory e attraverso process injection, rendendo più difficile la rimozione dall’ambiente di produzione.

La descrizione di Microsoft delle tecniche e degli strumenti di LemonDuck suggerisce che il gruppo si è impegnato molto per ottenere un punto d’appoggio, inclusi exploit, attacchi alle password ed exploit contro SSH, MSSQL, SMB, Exchange, RDP , REDIS e Hadoop YARN per sistemi Linux e Windows.

Per rendere più resiliente la persistenza, ospitano script su più siti (rendendone difficile la rimozione) e, come backup, utilizzano anche WMI Event Consumers o un arsenale di strumenti che includono l’accesso RDP, shell Web Exchange, Screen Connect, e strumenti di accesso remoto (RAT).

LemonDuck tenta di disabilitare automaticamente il monitoraggio in tempo reale di Microsoft Defender per endpoint basato su cloud aggiungendo l’intera unità C:\ all’elenco di esclusione di Microsoft Defender. La “protezione contro le manomissioni” di Windows 10 dovrebbe impedire queste azioni .

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Marcello Filacchioni 300x300
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations. 

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