Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Banner Desktop
Banner Ransomfeed 320x100 1
Spacewar! La storia del primo videogioco creato dagli hacker del MIT

Spacewar! La storia del primo videogioco creato dagli hacker del MIT

29 Novembre 2021 16:38

In questa avvincente a storia, ci catapulteremo nel 1959 al Tech Model Railroad Club dell’MIT ed incontreremo Steve Russel. Steve è stato uno tra i primi hacker e scrisse uno tra i primi videogiochi della storia, il primo munito di un Gamepad collegato.

Il Tech Model Railroad Club

Il Tech Model Railroad Club dell’MIT, era un club esclusivo, come abbiamo già visto, al cui interno vi erano personaggi speciali e bizzarri.

Di solito non erano alti, non erano atletici, molti di loro indossavano gli occhiali e avevano più probabilità di avere una regolo in tasca piuttosto che un biglietto con dedica da parte di una bella ragazza.

B939cf F2b6cc7857744700b4fb91e5c3491698 Mv2
I ragazzi del Tech Model Railroad Club del MIT

Siamo alla fine degli anni ’50, i calcolatori tascabili non esistevano e nemmeno le calcolatrici e i grossi computer, erano appannaggio di grandi aziende e del mondo accademico.

Il club era rivolto a quegli studenti che volevano capire come funzionano le cose, guardandole dentro ed era talmente nerd, da inventare il proprio linguaggio tecnico incomprensibile a tutte le altre persone, che getto le basi a quello che divenne anni dopo il jargon file.

Conosciamo Steve Russel, un hacker del MIT

Ma torniamo a noi, Steve Russel era un ragazzo minuto, appena arrivato nel TMRC ed inoltre parlava molto poco, aveva gli occhiali e i capelli corti. Nonostante fosse, di fatto, un novellino, Russel si era già guadagnato una certa fama grazie ad avere collaborato, con il professor John McCarthy, uno dei pionieri nel campo dell’intelligenza artificiale, all’implementazione di un linguaggio di programmazione denominato “LISP”.

B939cf 8600b951ed4745d397bc1ea18a712a94 Mv2
Una foto che ritrae il professor John McCarthy, pioniere dell’AI

Nell’estate del 1961, la Digital Equipment donò al MIT il PDP-I, un nuovo computer il quale comparato con il vecchio IBM 704, il gigante goffo come veniva chiamato, ed il TX-O, era molto più piccolo. Aveva appena la dimensione di una macchina familiare!

Intanto Russel lavorava ai suoi progetti incessantemente, anche se gli fu dato il soprannome “slug” (lumaca), ma a dispetto di tale soprannome era una persona sveglia ed energica, amava leggere libri di fantascienza ed era un gran fan di Doc Savage (un personaggio che ricordava parecchio Flash Gordon) ed era un appassionato di trenini.

L’idea di Spacewar! il primo videogioco

Proprio dalla sua passione per i libri di fantascienza che intorno al 1961, ebbe una idea fulminante, l’Hack della sua vita, decise di scrivere un videogioco interattivo ambientato nello spazio, ed ovviamente la sua proposta generò ben più di una semplice eccitazione negli altri membri del club.

B939cf A35a860ae3a1440da85f7382791dca97 Mv2
Alan Kotok sulla sinistra e Steve Russel sulla destra in primo piano, qualche anno dopo lo storico hack.

Purtroppo però, furono loro stessi a creare problemi a Russel, poiché nei mesi successivi chiesero continuamente al ragazzo quando il video gioco sarebbe stato ultimato. Infatti gli altri membri del Club, iniziarono a lamentarsi che il progetto fosse una perdita di tempo, lui, invece, diventò via via sempre più frustrato e demotivato.

Fu Alan Kotok, uno dei membri più anziani del TMRC, che si prese carico di spingere Russel a finire il suo lavoro. E lo fece davvero in modo ineccepibile quando Russel gli disse che gli serviva una routine per gestire il seno ed il coseno. Kotok andò direttamente dalla Digital Equipment (che aveva creato il PDP) e chiese se potessero fornirgliela.

B939cf A9c81f1f015e48db87eb144623b43d4c Mv2
Alan Kotok gioca a Spacewar! sul PDP-I con i gamepad costruiti dal club

A Russel servirono 6 mesi e 200 ore di lavoro per completare la prima versione del gioco: un semplice duello fra navicelle spaziali. I giocatori potevano controllare le navi semplicemente interagendo con degli switch costruiti per il PDP-I potendo controllare sia la velocità che la direzione delle navicelle, le quali potevano anche sparare dei torpedo. Russel chiamò il gioco “Spacewar!”.

Spacewar! era un software libero

Nel tipico stile del Tech Model Railroad club, gli altri componenti migliorarono e modificarono Spacewar!. Alcune delle modifiche migliorarono il gioco a tal punto da diventare elementi imprescindibili del gioco stesso. Quando Spacewar! fu ultimato aveva una accurata mappa stellare come sfondo e un sole con un suo proprio campo gravitazionale sulla parte “frontale” (ovvero dove avveniva il combattimento fra le navicelle). Ovviamente facciamo i dovuti paragoni con la tecnologia dell’epoca dimenticandoci della PS5 di oggi.

B939cf E4f885b6bd0c45f6b69e17277f38bccf Mv2
Schermata del video de PDP-I con Spacewar! in funzione.

I giocatori migliori sapevano accelerare nei pressi del campo gravitazionale del sole, girarci attorno, e prendere i giocatori meno esperti con la guardia scoperta. Ovviamente avvicinarsi troppo al sole significava andare in contro ad una morte prematura.

Un’altra introduzione interessante fu quella del salto nell’iperspazio; quando un giocatore era intrappolato poteva premere un pulsante specifico e scomparire, con il rischio però di apparire in un punto casuale dello schermo, persino vicino al sole stesso e perdere la partita.

Per aggiungere del realismo Russel originariamente rese le traiettorie dei suoi missili casuali, alcuni volavano dritti, altri viravano, ma basandosi sulle reazioni dei giocatori decise alla fine di optare per una semplice implementazione in cui tutti questi volavano in linea retta.

A parte questi ritocchi la visione iniziale di Russel rimase intatta.

Il TMRC, però, non soddisfatto decise di introdurre una ulteriore miglioria, di fatto inventando un’altra fondamentale novità nel mondo del gaming.

L’invenzione del primo gamepad

Alan Kotok e Bob Sanders, stanchi dei gomiti dolenti, a causa degli switch che dovevano essere premuti per controllare il gioco assemblarono dei controllers che potevano essere collegati al computer.

I controller erano di gran lunga più facili da utilizzare dei controlli del PDP-I e avevano pulsanti dedicati per ogni funzione del gioco, dai missili al salto nell’iperspazio.

Questi Hacker, avevano inventato il gamepad.

B939cf 1095d0048e584b5881b79b5f22c5d8e3 Mv2
Il primo gamepad della storia creato per il videogioco Spacewar!

Sebbene il primo videogioco venne realizzato nel 1952 e si chiamava OXO, il secondo nel 1958 e si chiamava Tennis For Two, Spacewar! fu il primo ad essere dotato di un controller.

Ma i PDP non erano calcolatori usati della gente comune e quindi i videogiochi non interessavano a nessuno, infatti Russel da Spacewar non guadagnò nemmeno un dollaro dalla vendita di questo software.

Steve Russel non si laureò mai, ma decise di seguire un professore alla Stanford University per poi incontrare negli anni 70 un altro mago dei computer, un certo Bill Gates, che aveva già una notevole confidenza con i crash.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Massimiliano Brolli 300x300
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza: Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber News
Scoperta Shock su Instagram: Post Privati Accessibili Senza Login!
Redazione RHC - 26/01/2026

La scoperta è avvenuta casualmente: navigando sulla versione web mobile di Instagram, Jatin Banga ha notato che i contenuti di alcuni profili privati erano visibili senza alcuna autorizzazione. Analizzando il traffico dati, ha individuato la…

Immagine del sitoCyber News
149 Milioni di Account Esposti: Il Database Che Nessuno Doveva Vedere
Redazione RHC - 26/01/2026

Un recente leak ha rivelato 149 milioni di login e password esposti online, tra cui account di servizi finanziari, social, gaming e siti di incontri. La scoperta è stata fatta dal ricercatore Jeremiah Fowler e…

Immagine del sitoCybercrime
Quando il Malware si Nasconde nei Video! La Tecnica PixelCode Smonta le Regole
Marcello Filacchioni - 26/01/2026

PixelCode nasce come progetto di ricerca che esplora una tecnica nascosta per archiviare dati binari all’interno di immagini o video. Invece di lasciare un eseguibile in chiaro, il file viene convertito in dati pixel, trasformando…

Immagine del sitoCyber News
Come un semplice file di Visual Studio Code può diventare una backdoor per hacker statali
Redazione RHC - 26/01/2026

Di recente, i ricercatori di sicurezza hanno osservato un’evoluzione preoccupante nelle tattiche offensive attribuite ad attori collegati alla Corea del Nord nell’ambito della campagna nota come Contagious Interview: non più semplici truffe di fake job…

Immagine del sitoCyber News
Microsoft Teams saprà dove sei: la posizione geografica verrà dedotta dal Wi-Fi
Redazione RHC - 26/01/2026

Microsoft si appresta a introdurre un aggiornamento che trasforma una piccola abitudine manuale in un automatismo di sistema. Presto, Microsoft Teams sarà in grado di dedurre e mostrare la posizione fisica di un utente analizzando…