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TIM e Poste lanciano il cloud sovrano: nasce il polo dell’AI e dell’innovazione made in Italy

10 Novembre 2025 11:55

Era tempo che l’Italia aspettasse un segnale chiaro nel campo della sovranità digitale.

L’unione di due giganti come TIM e Poste Italiane non rappresenta una semplice partnership commerciale, ma una vera e propria svolta epocale per l’intero panorama digitale nazionale. Con la creazione di un polo tecnologico dedicato a cloud e intelligenza artificiale, il nostro Paese si prepara a conquistare autonomia, sicurezza e innovazione, riducendo la dipendenza dalle grandi multinazionali straniere.

La joint venture che punta all’innovazione, ambisce a rivoluzionare il settore del cloud e dell’intelligenza artificiale in Italia. Il Paese potrebbe finalmente raggiungere un traguardo fondamentale nella sua ricerca di indipendenza tecnologica, perseguita da anni.

Secondo le prime informazioni, il progetto punta alla creazione di un hub nazionale per i servizi digitali avanzati, destinato a imprese e pubbliche amministrazioni. Un’infrastruttura strategica costruita attorno a valori chiave come open-source, sovranità tecnologica, sicurezza dei dati e riduzione della dipendenza dalle Big Tech straniere.

La joint venture sarà composta quasi in modo paritario: 51% TIM e 49% Poste Italiane, con quest’ultima in posizione di controllo. Il progetto sarà guidato da TIM Enterprise, la divisione B2B di TIM, che metterà a disposizione la propria rete di 17 data center, di cui 8 certificati Tier IV, il livello più alto di affidabilità e sicurezza.

Queste infrastrutture rappresenteranno la spina dorsale del nuovo polo tecnologico, fornendo la potenza di calcolo necessaria per supportare soluzioni cloud e sistemi di intelligenza artificiale generativa di nuova generazione.

Un tassello importante di questa sinergia è rappresentato dal passaggio di PosteMobile alla rete TIM previsto per il 2026, che rafforzerà ulteriormente l’integrazione tra i due gruppi. Come sottolineato da TIM, l’accordo di lungo periodo con Poste Mobile, si appoggerà sulla rete di ultima generazione dell’operatore. Questo è un esempio di come TIM stia valorizzando i propri asset e le sue rispettive infrastrutture. Allo stesso modo, TIM Energia powered by Poste, unirà la forza della Customer Platform con la straordinaria fiducia di cui gode Poste presso milioni di famiglie.

Tuttavia, è guardando al futuro che questa alleanza mostra il suo potenziale più grande. Ad inizio novembre TIM ha annunciato l’intenzione di creare una joint venture sul cloud e sull’intelligenza artificiale generativa.

Questo è un punto fondamentale, perché significa mettere a fattor comune le competenze di TIM assieme a quelle di Poste e quindi creare un polo di eccellenza nazionale. Queste parole delineano chiaramente l’ambizione del progetto: unire competenze e risorse per dare vita a un’infrastruttura strategica totalmente “made in Italy”.

In un contesto in cui l’AI generativa e il cloud rappresentano il cuore della trasformazione digitale globale, l’Italia si gioca una partita cruciale per conquistare una posizione di rilievo nel panorama europeo. L’obiettivo non è soltanto quello di competere, ma di costruire un modello sostenibile, trasparente e sovrano, capace di garantire sicurezza, efficienza e indipendenza tecnologica.

Il Paese potrebbe presto disporre di un polo tecnologico nazionale in grado di catalizzare investimenti, creare occupazione qualificata e diventare un punto di riferimento per l’innovazione digitale europea.

Una scommessa strategica che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per il cloud e l’intelligenza artificiale made in Italy.

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Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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