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Valore del bitcoin e violazioni ransomware, sono grandezze direttamente proporzionali.

17 Novembre 2021 13:23

Negli ultimi mesi, gli operatori di ransomware non hanno minimamente indebolito i loro attacchi alle organizzazioni americane e l’alto tasso di criptovalute alimenta solo l’attività dei criminali informatici. Lo ha annunciato il vicedirettore della divisione cyber dell’FBI Bryan Vorndran (Bryan Vorndran) al Comitato per la riforma e la supervisione della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti.

Secondo MarketWatch, il tasso di bitcoin (che è la criptovaluta più utilizzata per pagare il riscatto agli operatori di ransomware) è cresciuto del 300% nel corso dell’anno, da 18.000 dollari a oltre 53.000 euro (più di 60.000 dollari).

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Le audizioni del Comitato per la riforma e la supervisione della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, si sono svolte nell’ambito dell’indagine del Congresso degli Stati Uniti sugli attacchi di cyber ransomware multimilionari alle società statunitensi nel 2021, tra cui CNA Financial Corporation, Colonial Pipeline e JBS Foods US.

Per ripristinare l’accesso alla propria rete IT, CNA ha pagato agli hacker 40 milioni di dollari in bitcoin, mentre Colonial Pipeline ha pagato 4,4 milioni di dollari e JBS 11 milioni.

Recentemente, l’FBI ha avuto un certo successo nel recuperare i soldi pagati dalle vittime. In particolare, nel giugno 2021, il Bureau è riuscito a restituire 64 bitcoin (all’epoca circa 2,3 milioni di dollari), che la società Colonial Pipeline ha pagato agli hacker.

Recentemente, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha anche annunciato l’ arresto dell’ucraino Yaroslav Vasinsky e del russo Yevgeny Polyanin con l’accusa di partecipazione al gruppo REvil.

Secondo il ministero della Giustizia, le autorità sono riuscite a sequestrare 6,1 milioni di dollari ricevuti illegalmente da Polyanin.

Il problema oramai è da prima pagina dei giornali, noi di RHC, nel nostro piccolo ne parliamo tutti i giorni, ma sicuramente l’effetto trainante della criptovaluta bitcoin e i suoi aumenti, non potranno far altro che incentivare le attività illecite, perchè una buona parte del suo valore deriva da esse.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione