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Verifica dell’età online: il 46% dei minori la aggira in pochi minuti, mentre i genitori …

5 Maggio 2026 14:11
In sintesi

Uno studio condotto da Internet Matters ha rivelato che molti bambini britannici riescono a eludere facilmente le restrizioni d'età online, mettendosi a rischio di accedere a contenuti pericolosi. I genitori sono a volte complici in questo processo

Abbiamo dibattuto spesso su queste pagine della carente efficacia delle barriere online per l’accesso ai contenuti. Molte nazioni hanno inasprito l’accesso a contenuti espliciti da parte dei minori, ma come era facilmente immaginabile, tali barriere sono risultate inefficaci.

Inoltre, l’utilizzo di sistemi di anonimato gratuito (come ad esempio le VPN), portano ancora più danni dell’accesso diretto alle informazioni. Ma questa volta lo studio fatto nel Regno Unito parla chiaro: quasi la metà dei ragazzi oggi supera tali barriere banalmente.

Molti adolescenti, stanno percependo queste barriere non come una “protezione“, ma come un “rompicapo” che può essere tranquillamente superato in un paio di minuti.

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L’organizzazione Internet Matters ha intervistato oltre 1.000 bambini britannici e i loro genitori dopo l’entrata in vigore, nel Paese, di requisiti più severi ai sensi dell‘Online Safety Act. La legge ha obbligato le piattaforme online a dover rafforzare le proprie misure di verifica dell’età, ma lo studio ha rilevato che tali protezioni vengono spesso abusate nei loro punti deboli più del previsto.

Quasi la metà dei bambini, il 46%, ha affermato che le restrizioni sull’età sono facili da aggirare.

Solo il 17% ha trovato tali meccanismi difficili. Gli intervistati hanno citato diversi metodi per eludere queste restrizioni, tra cui l’inserimento di una data di nascita fittizia, l’utilizzo di documenti altrui, l’uso di personaggi dei videogiochi per ingannare i sistemi di riconoscimento video dei selfie e persino il disegno dei baffi, che, secondo i bambini, aiutava a bypassare i filtri di riconoscimento dell’età. Secondo Internet Matters, il 32% dei bambini ha ammesso di aver già utilizzato questi metodi.

I genitori rappresentano un problema a parte. Il 17% degli adulti ha ammesso di aver aiutato i propri figli a eludere le restrizioni di età, mentre il 9% ha chiuso un occhio su tali episodi.

Internet Matters ha spiegato che alcuni genitori ritengono che i rischi siano gestibili se il figlio utilizza il servizio sotto supervisione e se gli adulti hanno fiducia nella sicurezza del servizio stesso.

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Questa logica mina uno degli obiettivi chiave dell’Online Safety Act: limitare l’accesso dei minori a contenuti dannosi. Tuttavia, quasi la metà dei bambini (49%) ha dichiarato di essersi imbattuta di recente in materiale pericoloso online, anche senza aggirare direttamente le restrizioni di età.

Rachel Huggins, CEO di Internet Matters, ritiene che il governo e l’industria debbano adottare misure più incisive. A suo avviso, i servizi online dovrebbero essere progettati fin dall’inizio tenendo conto dell’età e della sicurezza dei bambini, anziché aggiungere misure di protezione solo dopo che si sono già verificati danni.


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Silvia Felici 300x300
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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