Dopo che molti stati europei hanno emanato dei divieti locali verso i social network, ora l’Europa è pronta ad emettere delle regole comunitarie per la salvaguardia dei minori.
I social network potrebbero presto diventare inaccessibili a milioni di bambini europei. La Commissione europea sta definendo i limiti di età che dovranno essere implementati. Nel mentre Ursula von der Leyen, durante il suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione a Strasburgo il 16 settembre, potrebbe annunciare delle proposte per un divieto a livello europeo dell’uso dei social media da parte dei minori.
Bruxelles non ha ancora deciso la forma definitiva delle restrizioni, ma le regole future potrebbero obbligare i social network a non registrare gli utenti al di sotto dell’età stabilita.
Le questioni principali rimangono ancora aperte. La Commissione europea non ha ancora deciso l’età minima e come verificare esattamente gli utenti. Le opzioni possibili includono il consenso obbligatorio dei genitori, un divieto generale per i bambini al di sotto di una certa età e sistemi di verifica dell’età.
Soluzioni più concrete potrebbero emergere dopo il 13 luglio, quando un gruppo consultivo istituito dalla von der Leyen presenterà raccomandazioni su come proteggere i bambini online. Prima della pubblicazione del documento, la Commissione europea non è pronta a rendere noti ulteriori iniziative.
Nel frattempo aumenta la pressione su Bruxelles. Francia, Spagna, Germania, Olanda, Danimarca e Grecia stanno già sviluppando le proprie restrizioni. Le autorità europee temono che ulteriori ritardi porteranno all’emergere sulla base di leggi nazionali troppo diverse, che successivamente sarà difficile riunire in un sistema comune.
Il punto di riferimento per l’Unione Europea è stata l’Australia, che è stata la prima al mondo a vietare ai bambini sotto i 16 anni di creare account sui principali social network.
La legge è stata adottata nel 2024 ed è entrata in vigore nel dicembre 2025. Von der Leyen ha più volte citato l’approccio australiano come possibile esempio per l’Europa.
La Gran Bretagna prevede inoltre di chiudere i più grandi social network per gli utenti sotto i 16 anni nella primavera del 2027. L’Irlanda, che attualmente detiene la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, sta spingendo per norme europee uniformi che impongano alle piattaforme di verificare l’età degli utenti.
La Commissione Europea non ha ancora preso una decisione definitiva. Tuttavia, con un numero crescente di restrizioni nazionali che spingono Bruxelles ad accelerare i suoi lavori, il discorso di von der Leyen a settembre potrebbe essere il primo passo verso un limite di età uniforme per i social media in tutta l’UE.
Il motivo per il quale anche l’Unione Europea vorrebbe introdurre limiti di accesso per i minori sui social network, nasce dalle crescenti preoccupazioni sugli effetti negativi che un utilizzo precoce e prolungato di queste piattaforme può avere sulla salute dei giovani.
Diverse ricerche scientifiche, hanno evidenziato una chiara correlazione tra l’uso intensivo dei social media e un associato aumento di fenomeni come ansia, depressione, problemi legati all’autostima, oltre che a disturbi dell’immagine corporea e isolamento sociale. Tra li principali problemi vi è anche il cyberbullismo, l’esposizione a contenuti inappropriati o dannosi, la manipolazione degli algoritmi, i quali sono progettati per massimizzare il tempo che i ragazzi trascorrono online e la raccolta di dati personali di utenti ancora vulnerabili.
I minori possono essere maggiormente esposti rispetto che gli adulti agli effetti di questi meccanismi perché il loro sviluppo cognitivo ed emotivo è ancora in corso. Bruxelles sta valutando norme severe, con l’obiettivo di garantire una maggiore protezione dei bambini online e indirettamente rendere responsabili le grandi piattaforme tecnologiche nella gestione dei rischi online.
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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