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Windows 12 sarà AI-first: le NPU potrebbero diventare il nuovo requisito hardware

Windows 12 sarà AI-first: le NPU potrebbero diventare il nuovo requisito hardware

8 Marzo 2026 21:40

Per molti anni gli utenti hanno creduto alle parole di Microsoft secondo cui “Windows 10 sarebbe stata l’ultima versione di Windows”.

Questa dichiarazione aveva alimentato l’idea che il sistema operativo sarebbe entrato in una nuova fase basata solo su aggiornamenti continui, senza più grandi cambi di versione. Tuttavia, con il lancio di Windows 11 e le recenti indiscrezioni su Windows 12, quella visione sembra ormai essere stata superata.

Le voci su Windows 12 stanno infatti tornando con forza
Tra riferimenti nel codice, indiscrezioni interne e anticipazioni provenienti dai produttori hardware, emerge un quadro abbastanza chiaro: la prossima generazione di Windows potrebbe rappresentare molto più di un semplice aggiornamento. Secondo diverse fonti, Microsoft starebbe lavorando a una piattaforma profondamente riprogettata, con l’intelligenza artificiale al centro dell’intero ecosistema.

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Un elemento chiave riguarda le tempistiche

Molte previsioni indicano il 2026 come anno di lancio del nuovo sistema operativo. Questo calendario coinciderebbe con la fine del supporto ufficiale a Windows 10, prevista per ottobre dello stesso anno. In questo modo Microsoft potrebbe spingere gradualmente utenti e aziende verso la nuova piattaforma.

Il passaggio, tuttavia, non dovrebbe essere immediato. Windows 11 continuerà probabilmente a essere supportato ancora per un certo periodo, consentendo una transizione progressiva. Nonostante ciò, la direzione sembra ormai definita: la piattaforma Windows si sta preparando a un’evoluzione significativa, sia dal punto di vista architetturale sia nelle modalità di utilizzo.

Secondo alcune indiscrezioni, il progetto interno di Windows 12 avrebbe il nome in codice “Hudson Valley Next” e sarebbe basato sulla nuova architettura modulare CorePC.

Questo approccio permetterebbe di separare meglio i componenti del sistema operativo, rendendo gli aggiornamenti più flessibili e consentendo versioni differenti del sistema in base al tipo di dispositivo.

La modularità uno dei pilastri del nuovo Windows.
Dispositivi meno potenti potrebbero utilizzare una versione più leggera del sistema, mentre macchine più performanti potrebbero sfruttare moduli aggiuntivi. Inoltre, questa struttura faciliterebbe l’integrazione tra servizi locali e cloud, aprendo la strada a un modello di elaborazione ibrido sempre più orientato all’intelligenza artificiale.

L’AI sarà la vera protagonista di Windows 12.

Microsoft sta già integrando Copilot in molti dei suoi prodotti, e nel nuovo sistema operativo l’assistente potrebbe diventare un elemento nativo del sistema. Tra le funzionalità ipotizzate ci sono suggerimenti intelligenti, ricerca semantica, automazione delle attività e ottimizzazione delle impostazioni in base alle abitudini dell’utente.

Questa trasformazione potrebbe però comportare anche requisiti hardware più elevati. Alcune indiscrezioni indicano la possibile necessità di una NPU dedicata con almeno 40 TOPS di potenza di calcolo per sfruttare pienamente le funzioni AI.

Una scelta che ricorda la controversia legata all’obbligo del TPM 2.0 in Windows 11 e che potrebbe escludere molti dispositivi attuali. Microsoft non ha ancora confermato ufficialmente Windows 12, ma è evidente che il sistema operativo sta evolvendo verso una piattaforma sempre più orientata all’intelligenza artificiale e ai servizi cloud.


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Silvia Felici 150x150
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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