Nello specifico, la cyber gang aveva attivato un countdown in due fasi. Il primo con lo scopo di pubblicare una serie di Samples per un totale di 33,8 MB. Un secondo con l’intento della pubblicazione complessiva dei dati che ammontano a circa 433GB.
Al momento ancora non abbiamo particolari dettagli a riguardo e non si sa se si tratti di una filiale o di un negozio della Benetton. Questo anche perchè non è stato pubblicato alcun comunicato stampa da parte dell’azienda riguardo l’accaduto.
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Sul sito underground di Hunters International oggi vengono pubblicati i 33,8 MB di samples all’interno del loro forum underground. I samples sono dati che la cyber gang pubblica per far comprendere che tali informazioni sono reali e che possono comportare, qualora pubblicati un danno verso l’azienda colpita.
Scopri il ransomware con gli articoli di RHC
Il ransomware sta sempre più diventando un minaccia per aziende pubbliche e private, dove in Italia sta dilagando mietendo vittime giorno dopo giorno. Il ransomware è un tipo di malware che cifra l’infrastruttura IT di una organizzazione rendendola inutilizzabile chiedendo un riscatto per poterla sbloccare minacciando la pubblicazione dei dati. Scopriamo con precisione che cosa è il ransomware con gli articoli di Red Hot Cyber
Nello specifico la gang riporta una serie di file XLS. Tali file sembrerebbero contenere informazioni riguardo ai clienti dell’azienda ma tali informazioni risultino non recenti. Infatti in molti file le date riportate sono comprese tra il 2014 e il 2019.
Sono altresì presenti molti dati personali di utenti contenenti numeri di telefono email e altro ancora che potrebbero essere ancora utilizzati.
Pertanto l’incidente informatico potrebbe configurarsi come un attacco ad una porzione di rete dell’azienda in disuso. Oppure, molto più verosimilmente come un attacco alla supply-chain o come riportato in precedenza a qualche negozio o filiale della Benetton stessa e non all’head quarter.
Hunters internetional pubblicherà i dati tra 3 ore
Aggiorniamo questo articolo, riportando che la cybergang ha recentemente avviato un altro countdown riferito ai restanti documenti. Si tratta degli oltre 433GB che verranno pubblicati tra 3 ore e 35 minuti. La cybergang in questo modo riporta chiaramente che le trattative con l’azienda non hanno avuto esito positivo, pertanto pubblica tutti i dati in suo possesso.
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Al momento, non siamo ancora a conoscenza di un comunicato stampa della Benetton riguardo quasta minaccia informatica. Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti sulla vicenda. Saremo lieti di pubblicare tali informazioni con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
Cos’è un attacco alla Supply chain
In questo periodo storico, molto spesso stiamo assistendo a continue perdite “collaterali” dovute a problemi nella supply-chain. Si tratta di esfiltrazioni che non avvengono direttamente dalle infrastrutture IT delle aziende, ma da aziende di terze parti che collaborano con l’azienda.
Tutto questo ci porta all’attenzione che i fornitori possono essere oggi il “tallone di Achille” della cybersecurity. Sia nella produzione che nella sicurezza informatica aziendale, oggi occorre prestarne la massima attenzione su questo genere di attacchi. Gli attacchi supply chain possono avvenire in variegate forme: vulnerabilità sui sistemi, malware, impiegati infedeli. Possono portare anche a problemi del fermo delle linee produttive causando danni in cascata con ricadute devastanti.
Le attività di controllo pertanto si estendono non solo alle infrastruttura IT dell’azienda, ma anche alle infrastrutture IT di partner e fornitori. Occorre quindi prevedere nei contratti delle apposite clausole contrattuali che regolamentino la sicurezza informatica. Ne consegue che oggi più che mai occorre investire sull’approfondire tutto questo. Il problema collaterale che sui giornali generalmente ci va il brand dell’azienda cliente, e non sempre il fornitore.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
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Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.