La cybersecurity in Italia sta mostrando un divario crescente tra l'utilizzo del digitale e la consapevolezza dei rischi. Mentre il 70% degli italiani utilizza le AI e il 90% è ogni giorno su internet, aumentano drasticamente gli attacchi informatici, i furti di identità e le violazioni degli account. Solo una piccola minoranza conosce gli strumenti e le procedure per rispondere al ransomware. Soprattutto le PMI risultano esposte, con una su quattro che viene colpita, evidenziando una vulnerabilità sistemica che occorre sanare.
Oggi la diffusione del digitale e sempre di più dell’Intelligenza Artificiale sta trasformando le nostre abitudini, sia come privati cittadini che come imprese, senza che a questo cambiamento corrisponda, però, un livello adeguato di consapevolezza sui rischi informatici.
In occasione del World Backup Day del 31 marzo, Europ Assistance Italia ha diffuso i risultati della sua ricerca “Protezione digitale e cybersecurity“, realizzata in collaborazione con Lexis Research.
La componente digitale è oggi una presenza costante nella quotidianità degli italiani, al punto che il 90% di loro naviga su Internet ogni giorno e circa l’80% utilizza regolarmente i social network e i servizi di messaggistica istantanea come chat e Whatsapp.
A questa diffusione corrisponde una difficoltà a mantenere un equilibrio tra vita online e offline. Il 55% degli italiani afferma di essere costantemente connesso e di avere difficoltà nell’abbandonare i propri dispositivi e circa il 25% pensa che l’uso dei media digitali influisca negativamente sulla sua qualità della vita.
Dall’altra parte, cresce il numero di chi usa l’Intelligenza Artificiale: oltre il 70% degli intervistati dalla ricerca l’ha sperimentata almeno una volta e il 15% la utilizza più di una volta al giorno. Nonostante questo, il 44% esprime preoccupazioni legate alla mancanza di controllo umano o all’inesattezza delle informazioni fornite; più o meno la stessa percentuale, intorno al 40%, sa che l’AI può aiutare a prevenire le frodi digitali, ma continua a non fidarsi pienamente di questa tecnologia.
Accanto a questa evoluzione, la ricerca di Europ Assistance ha rilevato un calo della familiarità con i rischi informatici e anche delle soluzioni per proteggere i dati online.
I rischi più conosciuti sono virus e malware, phishing e furti dell’identità digitale, a cui corrispondono le strategie di protezione adottate: antivirus, antimalware, sistemi di gestione delle password e navigazione in incognito sono le più diffuse, ma soprattutto sui PC mentre smartphone e tablet rimangono poco protetti.
Solo il 33% degli italiani conosce gli anti-ransomware che servono per proteggersi da questa tipologia di attacco, sempre più diffusa.
Quasi la metà degli italiani è preoccupato di incorrere in crimini informatici quando utilizza il web. Più del 50% di loro teme per il furto d’identità o per la violazione dei suoi account social, del conto in banca, dei dati della carta di credito o dei suoi account Amazon o PayPal. Inizia a diffondersi anche la paura che le proprie fotografie vengano diffuse, scambiate o modificate senza consenso.
Il rischio percepito trova un riscontro nell’esperienza diretta, dal momento che oltre il 30% della popolazione ha subìto un attacco informatico nell’ultimo anno o conosce qualcuno che ha subìto.
Un quadro simile a quello delineato per i privati emerge anche nel mondo delle piccole e medie imprese, dove la trasformazione digitale è ormai pienamente in atto. Il 90% delle PMI ha già sperimentato l’Intelligenza Artificiale, ma il 44% si preoccupa per l’avvento di questa tecnologia.
Anche sul fronte della sicurezza la percezione del rischio è elevata, con il 41% degli intervistati che ritiene la propria azienda esposta a possibili attacchi informatici. Il dato è ancora più rilevante se consideriamo che quasi una azienda su quattro ha subìto un attacco negli ultimi sei mesi e il 35% conosce qualcuno che ne ha subìto uno.
Anche se nelle aziende la conoscenza dei rischi cyber è più alta rispetto ai privati, la familiarità è in calo e le minacce più conosciute rimangono virus,malware, phishing e furto d’identità.Solo la metà delle aziende intervistate conosce e possiede un anti-ransomware, anche in questo caso soprattutto sui PC aziendali e meno su smartphone e tablet.
Il 41% dei lavoratori degli small business intervistati considera alto il rischio che l’azienda dove lavora possa essere vittima di un cyberattacco.
A proposito di cybersecurity e protezione digitale, Erika Delmastro, Chief Commercial Officer di Europ Assistance Italia, ha dichiarato: “In un contesto in cui il digitale è una componente sempre più presente nella nostra vita privata e professionale – e in cui l’utilizzo crescente dell’intelligenza artificiale rende gli attacchi informatici ancora più sofisticati e difficili da intercettare -, la cybersecurity diventa una necessità”.
“Nessuno oggi può considerarsi davvero immune e per questo, abbiamo sviluppato soluzioni in grado di offrire a privati, aziende e professionisti una protezione completa e accessibile, supportandoli nella prevenzione, monitoraggio e gestione degli incidenti cyber e aiutandoli a tutelare non solo la propria identità digitale, i dati e le transazioni ma anche la propria reputazione. Il nostro obiettivo è garantire a tutti quella tranquillità digitale che permette di vivere e lavorare con serenità, anche in un mondo iper-connesso”.