L’Europa, continua (in vista di una possibile nuova proposta in discussione il 28 maggio), a solcare una strada ben definita per tentare di arginare l’utilizzo massiccio del cloud statunitense.
KDE ha ricevuto 1.285.200 euro dal Sovereign Tech Fund, un fondo tedesco a sostegno del software open source. Il fondo, cofinanziato dal governo federale tedesco, supporta importanti progetti open source che contribuiscono alla sicurezza, alle infrastrutture digitali e all’indipendenza tecnologica dell’Europa.
Per KDE, la sovvenzione è stata un regalo anticipato in vista del suo 30° anniversario, che il progetto celebrerà tra cinque mesi.
I fondi saranno utilizzati per rafforzare l’infrastruttura principale di KDE e migliorare la sicurezza dei componenti chiave: l’ambiente desktop Plasma, la sua distribuzione Linux KDE e i framework che alimentano i servizi di comunicazione del progetto, ha annunciato il team di KDE .
Il Sovereign Tech Fund ha già sostenuto importanti iniziative di sviluppo open source.
Nel 2023, il fondo ha stanziato 1 milione di euro per GNOME e nel 2024 ha finanziato FreeBSD e Samba. Il nuovo supporto per KDE arriva in un momento di crescente interesse europeo per la sovranità digitale e per la riduzione della dipendenza dal cloud statunitense e dalle suite per ufficio e sistemi operativi americani.
KDE Linux occupa un posto speciale.
Si tratta di una distribuzione KDE dedicata è ancora in fase di sviluppo, ma il progetto potrebbe diventare parte delle alternative europee a Microsoft Windows. Nel 2024, il progetto è stato presentato con il nome di Project Banana e nel 2025 KDE Linux ha raggiunto la versione alpha.
KDE Linux utilizza concetti simili a quelli di SteamOS 3 di Valve. Entrambe le distribuzioni sono basate su Arch Linux e utilizzano l’ambiente desktop KDE Plasma, il file system Btrfs e due partizioni root. Questa architettura consente aggiornamenti più sicuri: una partizione può essere aggiornata mentre l’altra rimane un’opzione di backup funzionante.
ChromeOS adotta da tempo un approccio simile. SteamOS è già in esecuzione su milioni di dispositivi e ChromeOS è installato su centinaia di milioni di dispositivi, quindi l’interesse per KDE Linux deriva dall’idea collaudata di un sistema desktop stabile che richiede poca manutenzione.
Le organizzazioni europee sono alla ricerca di soluzioni alternative non solo per i sistemi operativi, ma anche per i servizi consolidati. La Corte penale internazionale, ad esempio, sta passando da ZenDIS, azienda tedesca, a OpenDesk. Questa suite di applicazioni contribuisce a sostituire gli strumenti d’ufficio e i servizi di collaborazione, ma non risolve il problema di fondo del sistema operativo: le organizzazioni possono comunque mantenere Windows e sostituire solo le applicazioni.
Alcune agenzie desiderano abbandonare più rapidamente i sistemi operativi americani.
L’agenzia francese per gli affari digitali DINUM sta pianificando una transizione a Linux, ma non intende creare una distribuzione separata da zero. L’agenzia sta invece preparando una configurazione basata su Nix per creare una propria immagine immutabile di una workstation sicura.
Il progetto base di DINUM si chiama Sécurix. Gli sviluppatori descrivono Sécurix come una base per workstation sicure, realizzata tenendo conto delle raccomandazioni dell’agenzia francese ANSSI per l’amministrazione sicura dei sistemi informativi. Bureautix, un esempio di workstation per ufficio basata su Sécurix, è pubblicato in un repository separato.
Bureautix dimostra come un sistema Linux possa funzionare all’interno di un’organizzazione. Invece di complesse autenticazioni di rete tramite LDAP o FreeIPA, le impostazioni utente vengono sincronizzate dai server alle workstation insieme alla configurazione del software e l’accesso avviene tramite una YubiKey.
Il finanziamento concesso a KDE si inserisce nel più ampio interesse dell’Europa per le proprie piattaforme tecnologiche.
Alcune organizzazioni stanno migrando verso servizi per ufficio europei, altre stanno sviluppando workstation Linux e KDE sta ricevendo finanziamenti per un ambiente desktop e una distribuzione che possano integrarsi in questa transizione.
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Aree di competenza: Cyber Security Strategy & Governance, Vulnerability Management & Security Operations.