Un episodio raccontato sul forum ufficiale di Google Antigravity riporta un problema che va ben oltre il semplice “bug”. Un utente Windows sostiene di aver perso circa un mese di lavoro, compreso il codice di un progetto SaaS e materiale realizzato per alcuni clienti, dopo aver chiesto all’agente AI di aiutarlo a liberare spazio sul disco.
La situazione era già particolare: l’SSD era completamente pieno. L’agente aveva inizialmente eliminato una cartella da circa 50 GB e disattivato l’ibernazione, recuperando spazio. Successivamente l’utente gli ha chiesto di riattivarla. Durante l’operazione la connessione Internet è caduta. Quando l’utente è tornato al computer, però, la situazione era completamente diversa: Desktop, file personali, conversazioni con Antigravity e materiale di lavoro risultavano scomparsi.
Lo spazio libero era aumentato di circa 120 GB. I file non erano nemmeno presenti nel Cestino, facendo ipotizzare l’esecuzione di comandi di cancellazione direttamente dal terminale
L’aspetto più interessante è arrivato dalla risposta pubblicata successivamente nel forum. Google ha spiegato che Antigravity esegue localmente sulla macchina i comandi generati dall’agente e che non conserva un backup remoto del disco locale.
Di conseguenza, l’azienda non può ripristinare quei dati né fornire necessariamente la cronologia completa dei comandi eseguiti.
Il caso mette in evidenza una questione fondamentale degli agenti AI: non basta che il modello sappia eseguire un’operazione. Bisogna anche stabilire cosa gli è consentito distruggere e come occorre controllarlo.
La documentazione di Antigravity prevede infatti modalità con diversi livelli di autorizzazione, fino all’esecuzione automatica dei comandi. Su Windows è inoltre possibile richiedere l’approvazione prima dell’esecuzione dei comandi terminali.
L’insegnamento è semplice: quando un agente può agire direttamente sul computer, un errore di interpretazione può diventare un’azione irreversibile. E per un agente AI, cancellare un file non è più soltanto una risposta sbagliata: può significare cancellare il lavoro di una persona.
Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
Aree di competenza: Network Operations, Open Source, Supply Chain Security, Innovazione Tecnologica, Sistemi Operativi.
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