Il patrimonio netto di Satoshi Nakamoto, la misteriosa figura nota come il fondatore di Bitcoin, è diminuito del 34% nell’ultimo mese a causa del recente crollo degli asset virtuali.
Gli analisti del settore affermano che non si tratta semplicemente di una correzione dei prezzi, ma piuttosto di un segnale che la resistenza del mercato delle criptovalute sta vacillando a causa di fattori strutturali come la controversia sulla bolla dell’intelligenza artificiale, l’incertezza sui tassi di interesse della Federal Reserve statunitense e i rischi dell’informatica quantistica.
Secondo Benzinga, il 24 (ora locale), la ricchezza stimata di Nakamoto è scesa dal picco di ottobre di 137 miliardi di dollari agli attuali 90,7 miliardi di dollari. Il mercato complessivo delle criptovalute si è indebolito poiché le principali aziende tecnologiche non hanno saputo rispondere ai ripetuti avvertimenti sulla teoria della bolla dell’intelligenza artificiale.
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Nakamoto, la persona che ha ideato il sistema Bitcoin (BTC) e creato il primo blocco (il Genesis Block), non ha ancora confermato il suo vero nome o la sua nazionalità. Nonostante i tentativi di rivelare la sua identità e i documentari in tutto il mondo, non è mai apparso in pubblico rimanendo completamente avvolto nel mistero.
Si stima che Nakamoto possieda attualmente circa 1.096.000 Bitcoin. Questa cifra da sola lo avrebbe collocato all’undicesimo posto tra le persone più ricche del mondo al picco del prezzo di Bitcoin a ottobre.
È noto per non aver venduto mai un singolo Bitcoin dalla sua emissione nel 2009, guadagnandosi il titolo della “balena di sempre”. Tuttavia, con questo recente crollo, la sua classifica dei miliardari di Forbes è scesa al ventesimo posto, appena sotto il fondatore di Microsoft Bill Gates.
Il prezzo attuale di un solo Bitcoin è di circa 87.000 dollari. Anche Ethereum (ETH), un altro attore chiave nel mercato delle attività virtuali, è sceso di circa il 19% dall’inizio dell’anno, rafforzando l’avversione generale al rischio.
Con il rapido progresso dell’informatica quantistica, sta riemergendo il dibattito sul cosiddetto “Q-Day”, ovvero il momento in cui il sistema delle criptovalute potrebbe collassare. Il Q-Day si riferisce al momento in cui i computer quantistici potrebbero distruggere completamente i sistemi crittografici esistenti.
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La piattaforma di previsione Metaculus aveva inizialmente previsto il Q-Day per il 2052, ma da allora lo ha anticipato al 2034 per riflettere il rapido progresso della tecnologia quantistica. All’interno del settore, sta guadagnando terreno l’argomentazione secondo cui il sistema di sicurezza di Bitcoin debba essere completamente riprogettato.
Joseph Shalom, CEO di SharpLink Gaming, ha dichiarato: “Entro i prossimi cinque-dieci anni, dovremo passare a un nuovo sistema crittografico impermeabile ai computer quantistici”.
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Red Hot Cyber Security Advisor, Open Source e Supply Chain Network. Attualmente presso FiberCop S.p.A. in qualità di Network Operations Specialist, coniuga la gestione operativa di infrastrutture di rete critiche con l'analisi strategica della sicurezza digitale e dei flussi informativi.
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