Nel mese di novembre il Servizio di Sicurezza britannico (MI5) ha inviato un avviso riservato a parlamentari e membri del loro staff per segnalare un’operazione di cyber-spionaggio riconducibile ad attori legati ai servizi segreti cinesi (MSS). Secondo l’intelligence, l’attività si basava su profili LinkedIn fittizi utilizzati come falsi headhunter per avviare contatti con figure coinvolte nella politica britannica e tentare il reclutamento di fonti interne.
L’allerta del MI5 si inserisce in un contesto più ampio di rafforzamento delle difese nazionali contro le minacce statali. In questo quadro, il governo del Regno Unito ha annunciato un investimento da 170 milioni di sterline (circa 230 milioni di dollari) destinato all’aggiornamento delle tecnologie di crittografia sovrana, con l’obiettivo di proteggere le comunicazioni istituzionali da attività di intercettazione e spionaggio straniero. Il finanziamento non è direttamente collegato ai singoli episodi su LinkedIn, ma rientra in una strategia di sicurezza nazionale più ampia.
L’episodio conferma tuttavia un trend consolidato: LinkedIn viene sempre più spesso sfruttato come strumento operativo o di supporto da parte di attori statali e criminali informatici. La piattaforma, oltre a facilitare il networking professionale, rappresenta una vasta fonte di informazioni pubbliche utilizzabili per attività di intelligence, frode o preparazione di attacchi mirati.
Fondata nel 2003, LinkedIn ha raggiunto nel tempo oltre un miliardo di utenti a livello globale, diventando uno dei più grandi archivi pubblici di dati professionali.
Questo, riporta WeLiveSecurity (ESET), lo rende particolarmente utile per:
L’uso di LinkedIn varia in base alla natura dell’attore e agli obiettivi perseguiti:
Diversi episodi mostrano come la piattaforma venga sfruttata con finalità diverse:
La principale criticità per le aziende è la scarsa visibilità delle interazioni che avvengono su LinkedIn, spesso al di fuori del perimetro di controllo IT. Per questo motivo, gli esperti raccomandano di includere scenari legati alla piattaforma nei programmi di formazione sulla sicurezza.
È inoltre fondamentale sensibilizzare i dipendenti sui rischi dell’eccessiva esposizione di informazioni professionali, sull’individuazione di profili falsi e sulle tecniche di social engineering. L’adozione dell’autenticazione a più fattori, l’aggiornamento regolare delle credenziali e una formazione specifica per i dirigenti restano misure chiave.
Anche in ambienti percepiti come affidabili, la fiducia non può sostituire la prudenza.
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