Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime, Analisi Vulnerabilità e Intelligenza Artificiale
Un misterioso hacker visto di spalle, con cappuccio nero, al centro dell'inquadratura. Sullo sfondo un'enorme bandiera italiana che riempie completamente la scena. Davanti all'hacker fluttuano interfacce digitali, mappe di infrastrutture italiane, connessioni di rete e codici luminosi rossi. Il volto completamente nascosto.

L’Italia non è pronta alla guerra ibrida! Lo dicevamo nel 2020, ma nessuno ci ascoltò

6 Novembre 2026 09:05
In sintesi

L'Italia affronta una crescente minaccia di guerra ibrida, tra attacchi informatici alle istituzioni e vulnerabilità delle infrastrutture critiche. Red Hot Cyber denuncia un problema già evidenziato nel 2020: la scarsa preparazione digitale del Paese, il ritardo culturale e l'assenza di una strategia diffusa di consapevolezza e difesa.

Agli inizia dell’avventura con RHC nel 2020, erano poco studiati gli attacchi cyber, ma su queste pagine già scrivevamo che il futuro non era roseo per il nostro paese.

Scandagliando il web, scoprivamo che la rete italiana presentava delle falle endemiche, dei buchi enormi nelle infrastrutture di rete dei palazzi istituzionali, nonché personale molto superficiale che usava la postazione di lavoro in maniera “frizzante” facilitando l’ingresso di trojan o malware.

Venimmo definiti “scimpanzé” da un gruppo Hacker che forse nel corso di questi pochi anni, ha migliorato di molto l’arsenale di attacco sulla rete e le proprie competenze.

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E noi?

Beh, l’Italia da sempre impantanata in una burocrazia elefantiaca resta, non un passo indietro ma dieci o venti, e le notizie di questi giorni dei massicci attacchi contro il nostro paese lo dimostrano.

La chiamano guerra ibrida, ma se vi fate un piccolo ripasso anche questo termine lo avevamo già usato noi di RHC, ma è evidente che nessuno ci ha ascoltato. Come si può fare un contrasto efficace alla guerra ibrida se neanche si conoscono le sue caratteristiche?

La guerra ibrida non viene studiata nelle scuole medie perché forse è più importante studiare i laboratori di arte, laboratori di teatro o lo studio dell’aria fritta con la friggitrice ad aria.

Nelle scuole superiori poi non ne parliamo perché già in TV si vedono dove preferiscono stare gli studenti spinti dalle capacità “espressive” dei professori, piuttosto che studiare perché esiste la guerra ibrida.

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L’università?

Vale lo stesso discorso delle superiori, perché già la riforma del 3+2 ha spazzato di colpo il valore aggiunto del titolo accademico, ma vuoi mettere partecipare attivamente ad una occupazione magari sfasciando le aule invece di studiare le tecniche dei cinesi per lo sviluppo dei software nelle telecamere di bordo delle auto o di sorveglianza?

Per molta parte del millennio scorso e fino al 1969 siamo stati un punto di riferimento culturale del mondo intero, la storia ne parla non certo RHC, e molti stranieri venivano qui in Italia per imparare – non certo per sfasciare vetrine – per crescere culturalmente, per sviluppare nuove capacità.

Dal 1969 qualcosa si è rotto in Italia, o lo hanno rotto forze esterne, molto probabilmente perché facevamo paura in Europa e nel Mediterraneo. Avevamo i migliori scienziati al mondo, ingegneri sognatori che già parlavano un linguaggio IT negli anni 60 quando Bill Gates aveva 10 anni, industriali che prima di altri avevano sviluppato modelli di lavoro nelle loro aziende così efficienti che ancora oggi sono studiati a livello sociologico per la loro semplicità organizzativa ed efficacia produttiva.

Quando siamo diventati scimpanzè allora?

La risposta la lascio a voi, voi che leggete RHC, voi che forse spinti da un pizzico di orgoglio potreste aiutare le nostre istituzioni a contrastare gli attacchi di guerra ibrida.

Voi che avete già partecipato alle conferenze di RHC e ci avete riempito il teatro. Ma vorrei anche una risposta da quella massa di insegnati che conservano ancora idee divisive e ideologiche tipiche del passato, di quando si è rotto quel qualcosa negli anni passati.

Se oggi subiamo attacchi ai frigoriferi dei supermercati, alle infrastrutture di rete delle istituzioni, domani saranno attaccate le banche ed una banca, quando chiude, si tiene i soldi dentro le sue casseforti, e non sarà sufficiente sfondare la vetrina della banca per recuperare i soldi per mangiare.

E con molta probabilità in quei giorni non saremo scimpanzé, ma cannibali.


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Villani 150x150
Dilettante nel cyberspazio, perenne studente di scienze politiche, sperava di conoscere Stanley Kubrick per farsi aiutare a fotografare dove sorge il sole. Risk analysis, Intelligence e Diritto Penale sono la sua colazione da 30 anni.
Aree di competenza: Geopolitica, cyber warfare, intelligence, Diritto penale, Risk analysis