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L’Italiana AESCULAPIUS Farmaceutici rimane vittima di RansomHouse. I dati sono stati pubblicati online

Redazione RHC : 24 Febbraio 2023 08:59

La banda di criminali informatici RansomHouse, ieri rivendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico all’italiana AESCULAPIUS Farmaceutici.

L’attacco sembrerebbe essere stato sferrato in data 04 febbraio mentre ieri sono stati pubblicati i dati esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima sul loro sito web underground.

Nel post, la cybergang criminale riporta che l’azienda è di circa 25 dipendenti ed una revenue di 5,4 milioni di dollari e riporta anche un link alla sezione di download delle informazioni sottratte indebitamente dall’azienda.

Una volta cliccato sul post presente all’interno della Home Page, si accede ai dettagli relativi alla compromissione dell’azienda.

Cliccando su Download si accede in modalità Directory Listing alle informazioni pubblicate, dove vengono riportate una serie di directory contenenti dati di diversa natura.

Nota Bene: l’accesso alle Darknet è praticabile da qualsiasi persona che sappia utilizzare normalmente un PC. Questo è importante portarlo all’attenzione in quanto molti sostengono il contrario, spesso nei comunicati dopo la pubblicazione dei dati delle cybergang ransomware.

All’interno del sito dell’azienda al momento non è presente nessun comunicato stampa che avverte dell’incidente informatico. Nella sezione chi siamo è presente quanto segue:

La mission dell'Azienda è quella di fornire prodotti di alta qualità, che uniscano l'efficacia terapeutica alla massima sicurezza e al rispetto delle certificazioni e degli standard qualitativi europei, per garantire la soddisfazione del cliente.
L'eccellenza viene perseguita in tutte le attività che l'azienda svolge, e riguarda tutti gli attori diversamente coinvolti nelle fasi di sviluppo, formulazione, produzione e distribuzione dei prodotti farmaceutici.

Questo obiettivo si realizza attraverso costanti investimenti in ricerca e innovazione, formazione di dipendenti e consulenti e una rete di agenti e referenti farmaceutici disponibili ad offrire un servizio puntuale agli operatori sanitari.

Il risultato è un'ampia gamma di prodotti farmaceutici, che comprende farmaci innovativi con principi attivi e formulazioni originali, dispositivi medici, integratori e cosmetici con l'obiettivo di gestire le patologie più diffuse nelle diverse aree terapeutiche e migliorare la qualità della vita.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.

Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.

Cos’è il ransomware as a service (RaaS)

Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.

Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.

Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli:

Come proteggersi dal ransomware

Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.

Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:

  • Formare il personale attraverso corsi di Awareness;
  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware. I backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronicaSe un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail;
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.
  • Implementare una piattaforma di sicurezza XDR, nativamente automatizzata, possibilmente supportata da un servizio MDR 24 ore su 24, 7 giorni su 7, consentendo di raggiungere una protezione e una visibilità completa ed efficace su endpoint, utenti, reti e applicazioni, indipendentemente dalle risorse, dalle dimensioni del team o dalle competenze, fornendo altresì rilevamento, correlazione, analisi e risposta automatizzate.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.

Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.

Redazione
La redazione di Red Hot Cyber è composta da un insieme di persone fisiche e fonti anonime che collaborano attivamente fornendo informazioni in anteprima e news sulla sicurezza informatica e sull'informatica in generale.