
Sono molte le vittime che giorno dopo giorno si vanno a sommare ad un ecatombe di aziende pubbliche e private italiana violate da LockBit 2.0.
Dopo la violazione del comune di Villfranca che abbiamo visto nella giornata di ieri, ora è il turno di una azienda privata, la Montanari Luigi s.r.l. di Reggio Emilia.
Lockbit pubblica sul suo data leak site (DLS) il consueto countdown con data di pubblicazione dei dati fissata al 23 di marzo alle 00:00 ora UTC.

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I dati esfiltrati dalle infrastrutture IT dell’azienda sono molti, si parla infatti di ben 19.892 files.

La Montanari Luigi Srl è l’impresa di costruzioni punto di riferimento del territorio, scelta come partner per progetti di qualunque portata.
L’alto valore architettonico delle realizzazioni edili, rende l’azienda l’interlocutore chiave nell’ambito di costruzione e ristrutturazione di immobili, di progetti contract e di restauro conservativo, di appalti pubblici e opere edili in ambito commerciale e industriale.
Con centoventi anni di attività alle spalle e la massima solidità professionale e societaria, Montanari Luigi Srl mette a disposizione di progetti costruttivi di ogni livello la propria estesa esperienza, il know-how, e un team altamente specializzato.
LockBit ransomware è un malware progettato per bloccare l’accesso degli utenti ai sistemi informatici in cambio di un pagamento di riscatto. Questo ransomware viene utilizzato per attacchi altamente mirati contro aziende e altre organizzazioni e gli “affiliati” di LockBit, hanno lasciato il segno minacciando le organizzazioni di tutto il mondo di ogni ordine e grado.
Si tratta del modello ransomware-as-a-service (RaaS) dove gli affiliati depositano del denaro per l’uso di attacchi personalizzati su commissione e traggono profitto da un quadro di affiliazione. I pagamenti del riscatto sono divisi tra il team di sviluppatori LockBit e gli affiliati attaccanti, che ricevono fino a ¾ dei fondi del riscatto.
E’ considerato da molte autorità parte della famiglia di malware “LockerGoga & MegaCortex”. Ciò significa semplicemente che condivide i comportamenti con queste forme consolidate di ransomware mirato ed ha il potere di auto-propagarsi una volta eseguito all’interno di una rete informatica.
RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali. Nel caso ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.
Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino è stato impossibile.
Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono:
Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.
La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda. Oggi occorre cambiare mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.
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