Come avevamo riportato qualche giorno fa, LockBit aveva sbagliato target e ad essere colpita non era Galbusera S.p.A. ma un’altra azienda italiana come avevamo anticipato.
In precedenza, all’interno del data leak site, LockBit aveva scritto quanto segue: “Galbusera is an Italian food company that produces biscuits, crackers and snacks. There were stolen about 500 gb of data including their contracts and private data of their employers and clients”.
Immagine del data leak site di lockbit sulla rete onion che riporta l’attacco a galbusera.it
Volutamente non abbiamo scritto chi fosse l’azienda colpita, anche se dal primo samples risultava evidente una errata rivendicazione dell’attacco. Ora LockBit rettifica il post e con un aggiornamento riporta che ad essere stata colpita è un’altra azienda italiana, ovvero lo Studiogalbusera.
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A confermarci le nostre intuizione è stata anche la Galbusera SpA che con una mail in redazione ha riportato che il loro SOC non ha rilevato nessun tentativo di attacco alle loro infrastrutture IT.
La domanda che ora sorge spontanea è come mai ci sia stata questa errata attribuzione, visto che il dominio risultava completamente differente e anche l’attività merceologica svolta. Si tratta in effetti di una grossa svista da parte della più longeva cybergang ransomware della storia dove tali casi si puntano su un palmo di una mano.
Dobbiamo anche dire che all’interno di LockBit ci sono molti gruppi affiliati.
Un altro errore, cambiando cybergang ransomware è quello della Goldbet, effettuata dalla cybergang era ALPHV/Blackcat.
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda che saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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