
Come sempre riportiamo su queste pagine, le nazioni stanno spingendo alla realizzazione di dispositivi software ed hardware domestici, ovvero tecnologie realizzate all’interno della nazione più facilmente controllabili dal punto di vista della sicurezza nazionale.
Se di per se possano sembrare delle ottime iniziative a livello economico e nazionale, portano con se gravi rischi per il futuro di internet e della “globalizzazione”.
Il fatto di erigere “Muri Digitali”, evitando tecnologie condivise, crea divisioni digitali che isolano le nazioni, limitando la collaborazione e lo scambio tecnologico su scala globale (scopri di più nell’articolo di Massimiliano Brolli).
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Questo approccio, pur garantendo un maggiore controllo sulla sicurezza interna, rischia di frammentare il panorama tecnologico, ostacolando l’innovazione e aggravando le tensioni geopolitiche. La corsa alla sovranità digitale “può portare a un mondo in cui ogni nazione costruisce i propri muri tecnologici, generando conflitti e disuguaglianze nel lungo termine”.
Il Roskomnadzor della federazione Russa ha affermato che WhatsApp continua a violare la legge russa e, pertanto, impone costantemente misure restrittive nei confronti dell’app di messaggistica.
Il Roskomnadzor sostiene che WhatsApp venga utilizzata per organizzare e compiere attacchi terroristici nel Paese, reclutare terroristi e commettere frodi e altri reati contro i cittadini.
L’autorità di regolamentazione ha chiarito che le restrizioni verranno introdotte gradualmente per consentire agli utenti di passare ad app di messaggistica alternative e ha raccomandato di passare ai servizi nazionali.
Il Roskomnadzor ha inoltre sottolineato che le restrizioni su WhatsApp continueranno e che, se non verrà rispettata la legge russa, il servizio di messaggistica potrebbe essere completamente bloccato.
Nelle prime ore del mattino del 22 dicembre, gli utenti in Russia si sono lamentati in massa di WhatsApp. Secondo il servizio di monitoraggio SBOY.RF, nelle ultime 24 ore sono state registrate 1.283 segnalazioni e un grafico degli ultimi 14 giorni ha mostrato un forte aumento delle segnalazioni alla fine del periodo.
Il maggior numero di segnalazioni di indisponibilità ed errori di connessione è arrivato da Mosca, seguita da San Pietroburgo e dalla regione di Mosca.
Secondo il feedback degli utenti, alcuni utenti non sono riusciti a inviare messaggi e la versione web e l’app desktop non sono riuscite a connettersi. Tuttavia, la versione mobile ha continuato a funzionare per alcuni, a volte solo tramite VPN .
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber ItaliaNel panorama italiano ed europeo della cybersecurity, poche collaborazioni riescono a combinare visione educativa, realismo tecnico e impatto sulla community con la stessa efficacia della partnership annunciata tra Red Hot Cyber e Hack The Box…
Cyber ItaliaLa PEC inviata da Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale a tutti i soggetti NIS2, con il richiamo all’aumento della minaccia in vista di Milano–Cortina 2026, è formalmente corretta, tecnicamente condivisibile e concettualmente inattaccabile. Il problema,…
CybercrimeNella giornata di ieri, la banda di criminali informatici di Everest, rivendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico alla Mc Donalds. Dal post pubblicato dalla cybergang, i criminali informatici riportano di…
Cyber ItaliaUna nuova, grave minaccia scuote il panorama della cybersicurezza nazionale. Secondo quanto riportato dagli analisti di Paragon Sec alla redazione di Red Hot Cyber, un pericoloso threat actor ha messo all’asta nel celebre forum underground…
Cyber ItaliaUn nuovo, massiccio data breach scuote il mondo del trasporto aereo e accende i riflettori sulla fragilità dei dati sensibili dei viaggiatori. Secondo quanto riportato dagli esperti di Paragon Sec, un threat actor ha messo…