Musk: da liberatore a tiranno di Twitter, o c’è una strategia dietro?
Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Cerca
Redhotcyber Banner Sito 970x120px Uscita 101125
320x100 Itcentric
<strong>Musk: da liberatore a tiranno di Twitter, o c’è una strategia dietro?</strong>

Musk: da liberatore a tiranno di Twitter, o c’è una strategia dietro?

Stefano Gazzella : 22 Dicembre 2022 11:17

Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi Re di uno spazio infinito, se non fosse che faccio brutti sogni” potrebbe dire il grande Bardo come commento per l’affaire Musk-Twitter.

Eppure, a pensarci bene, l’impiego di sondaggi era già ampiamente promosso da parte del magnate e quelle che si ritengono regole arbitrarie in quanto proclamate o incarnate dalla persona di Elon Musk non sono nient’altro che una forma – certamente singolare – di Termini e Condizioni d’utilizzo della piattaforma.

Insomma: che siano contenute in policy più o meno esoteriche o ricondotte all’apparente arbitrio di un CEO, l’unica differenza è nel come possono essere percepite o, ancor meglio, accolte da parte del pubblico. Insomma: il gradimento diverge, ma la sostanza è la medesima.


Christmas Sale

Christmas Sale -40%
𝗖𝗵𝗿𝗶𝘀𝘁𝗺𝗮𝘀 𝗦𝗮𝗹𝗲! Sconto del 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮 del Corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence" in modalità E-Learning sulla nostra Academy!🚀 Fino al 𝟯𝟭 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, prezzi pazzi alla Red Hot Cyber Academy. 𝗧𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝟰𝟬% 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶𝗻𝗮.
Per beneficiare della promo sconto Christmas Sale, scrivici ad [email protected] o contattaci su Whatsapp al numero di telefono: 379 163 8765.


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Non dovrebbe sorprendere infatti che l’ecosistema di un social network preveda a monte l’impostazione di regole di moderazione e filtro dei contenuti, ad esempio, di carattere assolutamente arbitrario.

Dopodiché il monitoraggio e la correzione dei comportamenti dell’utenza si rimette all’esecuzione di software i cui algoritmi sono ben lungi dall’essere trasparenti ma agiscono silenziosi, discreti e dunque nel tempo sono stati accettati come la normalità.

E se viene ricercato l’intervento umano, il Diogene digitale si ritrova a dover percorrere labirintiche procedure ed interagire con bot per rappresentare le proprie ragioni. Molto spesso, la risposta a qualsivoglia contestazione non è altro che un seguito di quanto già è stato deciso in modo automatizzato, snaturando così l’azione umana ad una mera replica.

Insomma: si è passati dal parlare di una liberazione di Twitter, ad un allarme di quanti ritengono oggi la piattaforma in scacco dei capricci del suo acquirente. Sembra una scommessa da 44 miliardi di dollari con la promozione continua di azioni dirompenti: licenziamento dei top manager, rimozione dello staff di moderazione, ricerca di soluzioni automatizzate per l’applicazione delle decisioni riguardanti la restrizione dei contenuti.

E se l’azione di Elon Musk fosse un enorme trolling, una provocazione su tematiche che già da tempo aveva sollevato? Si pensi ad esempio alla mancata trasparenza degli algoritmi non aperti. Eppure, questa non dovrebbe infastidire quanto meno se non ben più di un algoritmo “incarnato” dalle decisioni di un CEO? Eppure, all’apparenza, la prima situazione è più diffusamente accettata e anzi ha portato a ben meno critiche della seconda. E qui c’è una distorsione tanto percettiva quanto culturale.

Infine, è bene chiedersi sempre quale sia la strategia sottesa alle azioni, soprattutto se d’impatto. Si può ritenere che ci sia qualcosa di simile a quella ricerca di ID verification da implementare che era partita dal problema degli account fake, probabilmente. Non sorprenderebbe infatti una promozione di sempre nuove soluzioni tecnologiche per la regolazione dei comportamenti dell’utente andando verso la rimozione di ogni fattore umano nelle decisioni. Insomma: quale luogo migliore per un’applicazione sperimentale di alcune idee di transumanesimo se non le moderne agorà digitali?

Immagine del sitoStefano Gazzella
Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.

Lista degli articoli
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sito
Esce Kali Linux 2025.4! Miglioramenti e Novità nella Distribuzione per la Sicurezza Informatica
Di Redazione RHC - 12/12/2025

La recente edizione 2025.4 di Kali Linux è stata messa a disposizione del pubblico, introducendo significative migliorie per quanto riguarda gli ambienti desktop GNOME, KDE e Xfce. D’ora in poi, Wa...

Immagine del sito
React Server: Nuovi bug critici portano a DoS e alla divulgazione del codice sorgente
Di Redazione RHC - 12/12/2025

La saga sulla sicurezza dei componenti di React Server continua questa settimana. Successivamente alla correzione di una vulnerabilità critica relativa all’esecuzione di codice remoto (RCE) che ha ...

Immagine del sito
700.000 record di un Registro Professionale Italiano in vendita nel Dark Web
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Un nuovo allarme arriva dal sottobosco del cybercrime arriva poche ore fa. A segnalarlo l’azienda ParagonSec, società specializzata nel monitoraggio delle attività delle cyber gang e dei marketpla...

Immagine del sito
L’EDR è inutile! Gli hacker di DeadLock hanno trovato un “kill switch” universale
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Cisco Talos ha identificato una nuova campagna ransomware chiamata DeadLock: gli aggressori sfruttano un driver antivirus Baidu vulnerabile (CVE-2024-51324) per disabilitare i sistemi EDR tramite la t...

Immagine del sito
DDoSia e NoName057(16): le indagini di RHC confermate dal Dipartimento di Giustizia USA
Di Redazione RHC - 11/12/2025

Quanto avevamo scritto nell’articolo “Codice Patriottico: da DDoSia e NoName057(16) al CISM, l’algoritmo che plasma la gioventù per Putin” su Red Hot Cyber il 23 luglio scorso trova oggi pien...