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L’italiana Omicron Consulting vittima del ransomware Conti

L’italiana Omicron Consulting vittima del ransomware Conti

5 Aprile 2022 11:22

La famigerata banda ransomware Conti, sembra aver colpito l’italiana Omicron Consulting, che si trova a combattere con il ransomware.

Si tratta di una azienda leader nella consulenza digitale, dove la loro missione (da quanto riporta il loro sito internet) è aiutare le aziende a crescere attraverso lo sviluppo tecnologico.

L’azienda supporta la trasformazione digitale attraverso l’integrazione dei prodotti, i sistemi e le tecnologie , per aiutare le aziende a raggiungere il loro massimo potenziale in termini di efficienza e produttività.


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L’azienda inoltre si occupa di trasformazione digitale, analisi avanzate, servizi tecnologici, tecnologia di marketing. Nello specifico, sono stati pubblicati 2 file, uno contenente la lista degli hostname dell’infrastruttura violata per un totale dell1% di tutti i file esfiltrati dalle infrastrutture IT dell’azienda.

Si tratta di una infrastruttura obsolescente, in quanto sono presenti molte PDL e server con Windwos XP, Windows 7, il che significa che tali PDL non potranno ricevere i corretti aggiornamenti di sicurezza. Inoltre sono presenti PDL con Windows 10 che andrà in EoL nel 2025 per i quali occorre iniziare a pensare ai relativi replatforming.

RHC monitorerà la questione in modo da aggiornare il seguente articolo, qualora ci siano novità sostanziali.

Omicron ha scritto a RHC riportando il seguente messaggio:

Gentili tutti, a seguito della segnalazione da voi pubblicata, comunichiamo che un attacco riferito alla scorsa settimana è stato tempestivamente intercettato e bloccato. I nostri sistemi sono stati isolati, sanati e riattivati grazie alle procedure pianificate e messe in atto dal nostro incident security plan. Inoltre, dall'analisi dei dati pubblicati, non possiamo confermare provengano dai nostri archivi in quanto trattasi di informazioni di cui non troviamo riscontro. 

Cordiali Saluti 
Omicron Consulting Srl
Direttore Marketing

Nel caso in cui l’azienda volesse effettuare una dichiarazione, saremo lieti di pubblicarla all’interno di questa pagina, magari avendo informazioni di cosa si sta facendo per rispondere all’attacco infromatico.

Potete contattarci tramite la sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.

Chi è Conti Ransomware

Conti è una cyber gang che adotta il modello ransomware-as-a-service (RaaS), anche se la sua struttura presenta variazioni che la differenziano da un tipico modello di affiliazione.

È probabile che i vertici dell’organizzazione di Conti paghino degli sviluppatori di malware con uno stipendio fisso anziché una percentuale dei proventi utilizzati dagli attori informatici affiliati, ricevendo una quota dei proventi di un attacco riuscito.

Gli attori Conti spesso ottengono l’accesso iniziale alle reti attraverso:

  • Campagne di spearphishing che utilizzano e-mail personalizzate che contengono allegati dannosi o collegamenti dannosi. Gli allegati di Word spesso contengono script incorporati che possono essere utilizzati per scaricare o rilasciare altro malware, come TrickBot e IcedID e/o Cobalt Strike, per poi effettuare dei movimenti laterali nelle fasi successive dell’attacco;
  • Credenziali RDP (Remote Desktop Protocol) rubate o deboli oppure acquistate dai broker di accesso;
  • Chiamate telefoniche;
  • Software falso promosso tramite l’ottimizzazione dei motori di ricerca;
  • Altre reti di distribuzione di malware (ad es. ZLoader);
  • Vulnerabilità comuni negli asset ICT.

Nella fase di esecuzione, gli attori eseguono un payload getuid prima di utilizzare un malware più aggressivo per ridurre il rischio di attivare i motori antivirus.

La CISA e l’FBI hanno osservato Conti utilizzare dei Router Scan, telecamere e dispositivi di archiviazione collegati alla rete con interfacce web per effettuare l’accesso illecito alle infrastrutture. Inoltre, gli attori utilizzano anche attacchi Kerberos per tentare di ottenere l’hash di amministrazione e condurre attacchi di forza bruta.

È noto che gli attori Conti sfruttano software di monitoraggio e gestione remoti legittimi e software desktop remoto come backdoor per mantenere la persistenza sulle reti delle vittime. Gli attori utilizzano strumenti già disponibili sulla rete delle vittime e, se necessario, aggiungono strumenti aggiuntivi , come Windows Sysinternals e Mimikatz, per ottenere gli hash e le credenziali di testo non crittografato degli utenti, che consentono agli attori di aumentare i privilegi all’interno di un dominio ed eseguire altre attività post-sfruttamento e di spostamento laterale.

In alcuni casi, gli attori utilizzano anche il malware TrickBot per svolgere attività successive di sfruttamento.

Come proteggersi dal ransomware

Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino è stato impossibile.

Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono:

  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware; i backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Formare il personale con attraverso corsi di Awareness;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronica. Se un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alle risorse di phishing presenti su questo sito Web.
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda. Oggi occorre cambiare mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.

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