Ospedali Italiani colpiti dai Ransomware. Prossimamente scriveremo questo?


All'alba delle grandi interruzioni dei servizi primari nazionali, come l'attacco ransomware a Colonial Pipeline degli Stati Uniti D'America di questa settimana, molti stanno acquisendo consapevolezza di cosa può fare realmente un attacco informatico di rilievo comprendendo, forse, cosa si intende quando si parla di Ransomware.


Questo da una parte è la magia dei grandi attacchi, perché riescono a far arrivare dritto nel cervello dei dirigenti delle aziende un messaggio inquietante

e se domani succedesse proprio a noi?

Nel mentre, gli operatori di ransomware iniziano ad inviare messaggi di scuse, facendo il verso alla "crisis-management" delle grandi organizzazioni come DarkSide, per quello che possa voler dire in un contesto di narcisismo delirante e auto-esaltante, per poi chiudere i battenti in un modo misterioso.


Ma a parte chi "ruba ai ricchi per dare ai poveri", o si scusa per gli incidenti informatici e dice di non attaccare gli ospedali, ci sono altre bande criminali a cui questo non importa nulla. E su questo dovremmo fare una giusta riflessione.



Ma cosa succederebbe se al posto di un oleodotto fosse colpito un grande ospedale Italiano con un attacco di rilievo?


Terapie intensive, chemioterapia,