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Un ufficio aziendale dal design futuristico con agenti di intelligenza artificiale luminosi, rappresentati come figure olografiche che interagiscono con flussi di dati, mentre sullo sfondo una figura oscura e sfuggente di un hacker manipola gli stessi flussi; forte contrasto tra gli scudi blu della sicurezza informatica e i segnali di attacco rossi; endpoint digitali in evidenza; illuminazione cinematografica; alto livello di dettaglio; prospettiva drammatica; formato 16:9; ottimizzato per le notizie e per un impatto virale

Preparatevi all’Armageddon del ransomware! Le AI automatizzano tutto il flusso di violazione

25 Ottobre 2026 08:18
In sintesi

I ricercatori di SOCRadar hanno scoperto un ecosistema di attacchi ransomware che utilizza l'intelligenza artificiale per penetrare autonomamente nelle reti aziendali. Coinvolti gruppi come INC e The Gentlemen, che usano il framework Phantom su OpenCode e modelli linguistici commerciali e cluster MCP opportunamente creati per il ransomware. Gli agenti AI eseguono le fasi di invasione, mentre l'operatore stabilisce gli obiettivi.

Era da attenderselo, e ci siamo arrivati. I criminali informatici stanno passando a un nuovo modello di attacco in cui l’intelligenza artificiale diventa non solo un assistente dell’aggressore, ma uno strumento per gestire quasi l’intera catena di penetrazione nell’infrastruttura aziendale. Lo riportano i ricercatori di SOCRadar, che hanno scoperto un ecosistema di attacchi che coinvolgono affiliati dei gruppi INC e The Gentlemen che utilizzano l’intelligenza artificiale per hackerare reti, rubare dati e preparare successive estorsioni.

Al centro di questa infrastruttura c’è Phantom, un framework autonomo del Red Team che funziona su OpenCode e modelli linguistici commerciali accessibili tramite OpenRouter. L’operatore stabilisce gli obiettivi e controlla le azioni del sistema, ma le fasi effettive dell’invasione sono eseguite dagli agenti dell’intelligenza artificiale. Pertanto, una persona determina la direzione dell’attacco e l’intelligenza artificiale si assume una parte significativa del lavoro tecnico.

I ricercatori hanno trovato registri contenenti 8257 messaggi in 133 sessioni. Se il modello si rifiutava di soddisfare la richiesta, l’operatore lo riformulava come un’attività di penetration testing autorizzata.

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Gli aggressori ottengono l’accesso iniziale attraverso servizi Internet e dispositivi periferici vulnerabili, tra cui FortiClient EMS, SimpleHelp, cPanel e gateway VPN. Il loro arsenale include vulnerabilità attivamente sfruttate quli le classiche CVE-2024-57727, CVE-2026-35616 e CVE-2026-41940. Altre vulnerabilità, comprese quelle relative a SonicWall, WordPress, LiteLLM e Drupal, sono state studiate, sviluppate per lo sfruttamento o menzionate nei materiali degli operatori.

Una volta penetrato, il sistema aiuta a esplorare l’infrastruttura del dominio, raccogliere credenziali, cercare i privilegi di amministratore del dominio e navigare tra i nodi. Particolare attenzione è riservata ai documenti finanziari, ai dati sulle risorse umane, al materiale legale e alle informazioni gestionali. I tunnel SOCKS inversi vengono utilizzati per trasferire file.

Strumenti aggiuntivi forniscono il ridimensionamento delle operazioni. WormGPT-MCP integra 32 server Model Context Protocol che collegano l’intelligenza artificiale con vari moduli, dall’intelligence all’estorsione. Ghost C2 include tre generazioni di malware polimorfico che comunica tramite Cloudflare, Telegram o DNS. RevSocks viene utilizzato per spostarsi attraverso reti compromesse e preparare i dati per l’esfiltrazione.

Un compito separato è neutralizzare le misure di protezione. Gli aggressori utilizzano tecniche BYOVD, che consentono loro di utilizzare driver vulnerabili per aggirare i sistemi di sicurezza, nonché speciali meccanismi di bypass a livello di bootloader. Tuttavia, l’efficacia di questi metodi contro gli EDR aziendali è variata.

Il cambiamento più allarmante è la transizione dall’automazione delle azioni individuali all’automazione dell’intero processo di intrusione. L’intelligenza artificiale aiuta a rilevare obiettivi, analizzare l’infrastruttura, utilizzare le credenziali, ottenere un punto d’appoggio nella rete e preparare il furto di informazioni. Gli esseri umani sono ancora coinvolti nell’esecuzione dell’operazione, ma la portata delle azioni eseguite dagli agenti amplia notevolmente le capacità dei criminali.

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Una volta rubati i dati, inizia l’estorsione personalizzata. Analizzando le informazioni finanziarie della vittima, gli aggressori cercano di determinare l’importo che l’organizzazione è in grado di pagare senza contattare una banca o una compagnia assicurativa. La pressione è accresciuta da prove falsificate, inviti preparati e minacce di divulgare informazioni a clienti, partner e autorità di regolamentazione. Se la vittima non paga entro 24-72 ore, i dati rubati potrebbero essere pubblicati su un sito di fuga di notizie.

I ricercatori stimano che l’operazione abbia colpito 62 organizzazioni, quattro delle quali sono apparse sul Data leaks Site di INC e The Gentlemen. Più della metà degli obiettivi erano negli Stati Uniti. Tra i settori più colpiti ci sono quello manifatturiero, manifatturiero ed energetico, nonché sanitario e farmaceutico.

I risultati finali del ransomware non sono noti: i ricercatori non sono stati in grado di rilevare portafogli di criptovaluta o percorsi di pagamento verificati.

Questa campagna mostra come sta cambiando la natura stessa degli attacchi ransomware. Non si tratta più solo di malware che crittografa i file dopo la penetrazione. Si sta formando un’infrastruttura in cui l’intelligenza artificiale aiuta a organizzare un’intrusione, ad adattare le azioni a una vittima specifica e a preparare i suoi dati per il ricatto. La prossima frontiera è un’autonomia ancora maggiore di tali operazioni, in cui l’intervento umano sarà richiesto solo per fissare obiettivi e prendere decisioni chiave.


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Luigi Zullo 300x300
Ricercatore di sicurezza informatica con esperienza nell’analisi delle vulnerabilità, nella mitigazione del rischio cyber, nelle attività di red teaming ed ethical hacking e nella protezione di sistemi complessi. Specializzato in penetration testing e Threat Intelligence, contribuisce al rafforzamento della resilienza digitale di infrastrutture e reti aziendali.
Aree di competenza: Penetration Testing, Threat Intelligence, Red Teaming, Vulnerability Assessment, Incident Response