Recentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original … V4” è stato scoperto tra vecchi scatoloni dell’Università dello Utah, rivelando che potrebbe trattarsi di una versione iniziale quasi perduta di Unix, che molti ritenevano non fosse disponibile come set completo di file.
Il nastro è stato scoperto da Alex Maric, membro del gruppo di ricerca Flux, mentre liberava spazio per un trasloco. Il rischio di danneggiare il vecchio nastro a nove tracce con un singolo tentativo di lettura fallito era elevato, quindi non è stato spedito ed è stato infine portato al Computer History Museum, che dispone sia delle attrezzature appropriate che dell’esperienza necessaria per lavorare con tali supporti. Dopo il restauro, il museo ha confermato che si trattava di un oggetto estremamente raro e che il contenuto era stato recuperato in sicurezza.
La “rianimazione” in sé non era una tipica copia di file, ma piuttosto una cattura del segnale grezzo. La descrizione della pubblicazione su Internet Archive afferma che gli specialisti hanno letto il segnale analogico dal nastro, quindi hanno ricostruito l’immagine digitale, utilizzando lo strumento readtape per l’analisi.
Il lavoro è stato svolto dal personale del museo, tra cui Al Kossow, e la pubblicazione include sia l’immagine ricostruita sia i dati che consentono una rivisitazione del processo.

Perché tutto questo clamore?
Unix V4 è spesso citato come una pietra miliare perché è stata una delle prime release in cui il kernel di sistema è stato ampiamente riscritto nel primo C, abbandonando il rigido vincolo all’assembler specifico per l’hardware.
È stata questa idea a rendere in seguito l’approccio Unix così duraturo e portabile che i suoi discendenti e “parenti” sono ancora ovunque, dai server ai dispositivi di uso quotidiano.
Il download è già disponibile al pubblico su Internet Archive e anche la situazione legale è chiara: la release card specifica espressamente che il codice sorgente di Unix V4 è stato concesso in licenza per la distribuzione da Caldera nel 2002 con la licenza BSD 4-Clause.
E per coloro che non desiderano solo scaricare l’artefatto, ma anche “toccarlo con mano”, gli appassionati stanno già eseguendo il sistema in un emulatore PDP-11 (SimH), e ci sono persino opzioni in cui Unix V4 può essere caricato direttamente in una finestra del browser.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CybercrimeLe autorità tedesche hanno recentemente lanciato un avviso riguardante una sofisticata campagna di phishing che prende di mira gli utenti di Signal in Germania e nel resto d’Europa. L’attacco si concentra su profili specifici, tra…
InnovazioneL’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…
CybercrimeNegli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…
VulnerabilitàNegli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…
InnovazioneArticolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…