Siamo andati ad analizzare le informazioni in nostro possesso all’interno dei nostri sistemi di intelligence e abbiamo riscontrato che dal 24 di Agosto, erano stati messi in vendita dai broker di accesso, gli accessi a diversi entry-point dell’azienda, come viene mostrato dalla print screen in basso
Account esfiltrati dalle botnet messe in vendita nelle underground (scoperte da Emanuele de Lucia di Cluster25)Broker che vende gli accessi sul market underground Genesis (scoperto da Pietro Di Maria)
I criminali informatici, non passano troppo tempo a trovare le credenziali o le falle sui sistemi da attaccare, ma le acquistano da altri criminali informatici che le mettono in vendita nei mercati underground: ecco quindi i Broker di Accesso.
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I Broker di Accesso sono criminali informatici con buone conoscenze nelle tecniche di penetration test, che rilevano falle di sicurezza all’interno delle infrastrutture IT di grandi organizzazioni e una volta rilevate, le rivendono nei forum underground e ad altri criminali informatici. Ma tali criminali gestiscono anche grosse botnet dove posso vendere i dati esfiltrati dal loro sistema a chi ne ha bisogno, per condurre un attacco mirato.
Approfondisci le Botnet con gli articoli di RHC
Una botnet è una rete di computer infettati da un malware, controllata da un individuo che prende il nome di bot master. Il bot master è la persona che gestisce l’infrastruttura botnet, che utilizza i computer compromessi per lanciare una serie di attacchi come iniettare malware, raccogliere credenziali o eseguire attività ad alta intensità di CPU. Ogni singolo dispositivo all’interno della rete botnet è chiamato bot.
Red Hot Cyber ha portato più volte all’attenzione il fenomeno delle botnet spesso dimenticato, e dei dati raccolti da questi malware dai singoli dispositivi.
Tali informazioni, vengono rivendute successivamente nei mercati underground, e sono spesso l’inizio di un attacco ai sistemi informatici in quanto forniscono credenziali di accesso e preziose informazioni per i criminali informatici. Se vuoi approfondire questo argomento, leggi gli articoli di Talking Cricket.
Questa di fatto è quella che si chiama Cyber Threat Intelligence(CTI), ovvero quella materia che effettua il monitoraggio di fonti OSINT/CLOSINT per analizzare le minacce prima che queste colpiscono una rete o una organizzazione.
Ora potrebbe non essere questo il caso scatenante dell’incidente alla GSE, ma la CTI ci offre uno strumento importante per la prevenzione delle minacce che tutti dovrebbe conoscere e praticare tutte le organizzazioni.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
RHC4Edu nasce dalla volontà della community di Red Hot Cyber di portare la cultura della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale direttamente nelle scuole, mettendo gratuitamente a disposizione degli studenti l’esperienza di professionisti, ricercatori e specialisti del settore. Il progetto è ufficialmente operativo e permette agli istituti interessati di richiedere workshop gratuiti e incontri con gli esperti della community, attraverso un coordinamento della redazione che mette in relazione le esigenze della scuola con le competenze e la disponibilità dei professionisti presenti sul territorio.
L’obiettivo di RHC4Edu non è trasformare gli studenti in tecnici informatici, ma aiutarli a sviluppare consapevolezza e pensiero critico davanti a un mondo sempre più digitale. Cybersecurity, truffe online, privacy, social network, cyberbullismo, fake news e intelligenza artificiale diventano così argomenti da affrontare con esempi concreti e con il contributo diretto di chi lavora quotidianamente nel settore. Un’iniziativa costruita sulla condivisione della conoscenza e sul volontariato della community, perché portare queste competenze nelle aule significa anche offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere nuove professioni, sviluppare curiosità e imparare a vivere la tecnologia in modo più sicuro e consapevole.