
Nella giornata di ieri, la banda di criminali informatici di Rhysida, rivendica all’interno del proprio Data Leak Site (DLS) un attacco informatico all’italiana Città Nuova.
Ancora non sappiamo con precisione se tali dati siano di proprietà dell’azienda, in quanto non è ancora presente all’interno del sito web alcun comunicato stampa relativo all’accaduto.

Dal post pubblicato dalla cybergang, i criminali informatici riportano che tra 3 giorni i dati dell’azienda verranno pubblicati nelle underground e incentivano altri criminali informatici all’acquisto dei dati dell’azienda violata. Infatti all’interno del loro DLS riportano quanto segue:
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Questo, come sanno i lettori di RHC, avviene quando ancora non è stato definito un accordo per il pagamento del riscatto richiesto da parte dei criminali informatici. In questo modo, minacciando la pubblicazione dei dati in loro possesso, aumenta la pressione verso l’organizzazione violata, sperando che il pagamento avvenga più velocemente.

Come spesso riportiamo, l’accesso alle Darknet è praticabile da qualsiasi persona che sappia utilizzare normalmente un PC. Questo è importante portarlo all’attenzione in quanto molti sostengono il contrario, spesso nei comunicati dopo la pubblicazione dei dati delle cybergang ransomware e tali informazioni sono pubblicamente consultabili come fonti aperte.
All’interno del sito di Città Nuova viene riportato: “Città Nuova intraprende la sua attività culturale nel 1959 con l’intento di contribuire a edificare una nuova civiltà fondata sul senso di unità e appartenenza alla famiglia umana. Le origini della proposta editoriale affondano le radici nel patrimonio sapienziale dei padri fondatori del cristianesimo dei primi secoli, per poi aprirsi alle istanze positive che i diversi settori culturali possono dare per la diffusione dei valori ispirati al bene comune. In questa prospettiva – che coniuga tradizione e contemporaneità – l’orientamento è la valorizzazione del pensiero di qualità nella ricerca accademica, nel dibattito culturale, nell’apertura al dialogo tra persone, culture e religioni. La premura essenziale consiste nel non tradire la ricerca del vero e il rispetto della dignità umana, da sempre al centro della sensibilità editoriale.”
Come nostra consuetudine, lasciamo spazio ad una dichiarazione da parte dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda e saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.
Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.
Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli:
Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.
Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:
Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.
La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.
Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.
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