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Attacco informatico all’italiana Dollmar S.p.a. da parte di Ragnar Locker

Attacco informatico all’italiana Dollmar S.p.a. da parte di Ragnar Locker

19 Ottobre 2022 08:09

La famigerata banda di criminali informatici Ragnar Locker, colpisce l’azienda italiana Dollmar s.p.a. che si trova a combattere con il ransomware.

Ragnar Locker ha pubblicato sul data leak site (DLS) un avviso dove viene riportato quanto segue:

Oggi pubblichiamo qui la nuova azienda, "Dollmar".

Il nostro cliente è stato informato delle vulnerabilità e del potenziale rischio di fuga di dati. Sfortunatamente la direzione di "Dollmar" non era pronta a risolvere questo problema e ha consentito la fuga di dati.
In base alle nostre regole, stiamo pubblicando l'intero volume di dati che è stato compromesso.
Le organizzazioni che raccolgono e archiviano dati privati dovrebbero essere responsabili della sua privacy.
Di seguito puoi trovare il link con tutti i Dati sensibili:

Ed infatti rendono disponibile al download pubblico circa 35GB dell’azienda, come riportato dalle loro “policy” interne, dopo che il pagamento del riscatto non è avvenuto.

La pubblicazione di un post su un data leak site di una cybergang, come sanno i lettori di RHC, generalmente avviene quando l’azienda è reticente o non ha pagato il riscatto per il blocco delle infrastrutture informatiche effettuato con il ransomware.

In questo modo, minacciando la pubblicazione dei dati in loro possesso, aumenta la pressione verso l’organizzazione violata, sperando che il pagamento avvenga più velocemente. Ma in questo caso la pubblicazione completa è avvenuta, pertanto tutto il bottino in possesso di Ragnar Locker è ora online.

Ricordiamo a tutti che l’accesso alla rete onion e al download dei dati (attraverso TOR Browser) è possibile da chiunque, anche se non dotato di particolari competenze in materia. Ciò significa che tali dati sono accessibili da qualsiasi persona che sappia normalmente utilizzare un PC.

Ragnar Locker pubblica inoltre una serie di samples su carta intestata dell’azienda, in modo da far comprendere che i dati in suo possesso sono reali.

Dollmar S.p.A. è leader europea nella distribuzione di prodotti chimici destinati a svariati settori industriali. Da oltre 70 anni produce e commercializza materie prime e prodotti chimici formulati di elevata qualità diventando oggi un marchio di riferimento nella chimica italiana.

L’ampia offerta di prodotti è rivolta a molteplici settori industriali quali l’industria chimico-farmaceutica, produttori di resine, vernici, inchiostri e adesivi, l’industria delle materie plastiche, produttori di aerosol e industrie meccaniche.

La gamma dei prodotti è completata, infine, da una rete di servizi che includono consulenza specialistica sui prodotti e sull’installazione degli impianti, assistenza sulle tematiche ambientali e sulla sicurezza in ambiente di lavoro.

RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali.

Nel caso in cui l’azienda voglia fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo sulle nostre pagine per dare risalto alla questione.

Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni sulla vicenda od effettuare una dichiarazione, possono accedere alla sezione contatti, oppure in forma anonima utilizzando la mail crittografata del whistleblower.

Chi è Ragnar Locker

L’attore della minaccia è stato individuato per la prima volta attorno al 2020. Utilizza la tattica popolare della “doppia estorsione”, in cui l’attaccante prima esfiltra i dati sensibili, quindi attiva l’attacco di crittografia, minacciando di far trapelare i dati rubati se l’obiettivo si rifiuta di pagare il riscatto.

Inizia l’attacco compromettendo la rete dell’azienda tramite il servizio RDP, usando la forza bruta per indovinare password deboli o con credenziali rubate acquistate sul Dark Web

Successivamente, l’attaccante esegue la ricognizione della seconda fase. Per elevare i privilegi, l’attaccante sfrutta delle vulnerabilità come ad esempio la CVE-2017-0213 in Windows COM Aggregate Marshaler per eseguire codice arbitrario con privilegi elevati. 

Dopo aver ottenuto l’escalation dei privilegi, l’attaccante a volte distribuisce una macchina virtuale (VM) VirtualBox con un’immagine Windows XP per eludere il rilevamento: un uso anticipato dell’immagine di una macchina virtuale in questo modo consente di eseguire l’attacco di crittografia ransomware.

L’immagine della VM appositamente predisposta viene caricata nella VM VirtualBox, mappando tutte le unità locali nella macchina virtuale. Ciò consente al processo ransomware in esecuzione all’interno della VM di crittografare tutti i file. Per i file host, la crittografia sembra essere un processo VirtualBox affidabile e quindi verrà ignorato da molti prodotti di sicurezza.

Successivamente, l’operatore Ragnar Locker elimina tutte le copie shadow esistenti, disabilita le contromisure antivirus rilevate e utilizza uno script PowerShell per spostarsi da una risorsa di rete aziendale a un’altra.

Infine, prima di lanciare il ransomware Ragnar Locker, l’attaccante ruba i file sensibili e li carica su uno o più server per pubblicarli se la vittima si rifiuta di pagare il riscatto.

Cos’è il ransomware e come proteggersi

Il ransomware, è una tipologia di malware che viene inoculato all’interno di una organizzazione, per poter cifrare i dati e rendere indisponibili i sistemi. Una volta cifrati i dati, i criminali chiedono alla vittima il pagamento di un riscatto, da pagare in criptovalute, per poterli decifrare.

Qualora la vittima non voglia pagare il riscatto, i criminali procederanno con la doppia estorsione, ovvero la minaccia della pubblicazione di dati sensibili precedentemente esfiltrati dalle infrastrutture IT della vittima.

Per comprendere meglio il funzionamento delle organizzazioni criminali all’interno del business del ransomware as a service (RaaS), vi rimandiamo a questi articoli del nostro sito:


Le infezioni da ransomware possono essere devastanti per un’organizzazione e il ripristino dei dati può essere un processo difficile e laborioso che richiede operatori altamente specializzati per un recupero affidabile, e anche se in assenza di un backup dei dati, sono molte le volte che il ripristino non ha avuto successo.

Infatti, si consiglia agli utenti e agli amministratori di adottare delle misure di sicurezza preventive per proteggere le proprie reti dalle infezioni da ransomware e sono in ordine di complessità:

  • Formare il personale attraverso corsi di Awareness;
  • Utilizzare un piano di backup e ripristino dei dati per tutte le informazioni critiche. Eseguire e testare backup regolari per limitare l’impatto della perdita di dati o del sistema e per accelerare il processo di ripristino. Da tenere presente che anche i backup connessi alla rete possono essere influenzati dal ransomware. I backup critici devono essere isolati dalla rete per una protezione ottimale;
  • Mantenere il sistema operativo e tutto il software sempre aggiornato con le patch più recenti. Le applicazioni ei sistemi operativi vulnerabili sono l’obiettivo della maggior parte degli attacchi. Garantire che questi siano corretti con gli ultimi aggiornamenti riduce notevolmente il numero di punti di ingresso sfruttabili a disposizione di un utente malintenzionato;
  • Mantenere aggiornato il software antivirus ed eseguire la scansione di tutto il software scaricato da Internet prima dell’esecuzione;
  • Limitare la capacità degli utenti (autorizzazioni) di installare ed eseguire applicazioni software indesiderate e applicare il principio del “privilegio minimo” a tutti i sistemi e servizi. La limitazione di questi privilegi può impedire l’esecuzione del malware o limitarne la capacità di diffondersi attraverso la rete;
  • Evitare di abilitare le macro dagli allegati di posta elettronicaSe un utente apre l’allegato e abilita le macro, il codice incorporato eseguirà il malware sul computer;
  • Non seguire i collegamenti Web non richiesti nelle e-mail;
  • Esporre le connessione Remote Desktop Protocol (RDP) mai direttamente su internet. Qualora si ha necessità di un accesso da internet, il tutto deve essere mediato da una VPN;
  • Implementare sistemi di Intrusion Prevention System (IPS) e Web Application Firewall (WAF) come protezione perimetrale a ridosso dei servizi esposti su internet.
  • Implementare una piattaforma di sicurezza XDR, nativamente automatizzata, possibilmente supportata da un servizio MDR 24 ore su 24, 7 giorni su 7, consentendo di raggiungere una protezione e una visibilità completa ed efficace su endpoint, utenti, reti e applicazioni, indipendentemente dalle risorse, dalle dimensioni del team o dalle competenze, fornendo altresì rilevamento, correlazione, analisi e risposta automatizzate.

Sia gli individui che le organizzazioni sono scoraggiati dal pagare il riscatto, in quanto anche dopo il pagamento le cyber gang possono non rilasciare la chiave di decrittazione oppure le operazioni di ripristino possono subire degli errori e delle inconsistenze.

La sicurezza informatica è una cosa seria e oggi può minare profondamente il business di una azienda.

Oggi occorre cambiare immediatamente mentalità e pensare alla cybersecurity come una parte integrante del business e non pensarci solo dopo che è avvenuto un incidente di sicurezza informatica.

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Pietro Melillo 300x300
Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione

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